Siamo ormai in procinto di vivere un imponente reset barico su larga scala con la realizzazione del pronosticato split troposferico ,rimarcando l’ estrema debolezza del VPT. In particolare assisteremo ad un drastico cambio circolatorio individuabile nella continua propagazione di calore lungo tutta la colonna isobarica della giostra polare ad onde successive,con forzanti altopressorie alla conquista del polo geografico.

Impressionante questa emisferica a 100 Hpa prevista al 13 febbraio, guardate la rimonta altopressoria sulle Azzorre e il lobo Scandinavo del VP pronto ad entrare sul mediterraneo. Avevamo preannunciato nei nostri numerosi editoriali le interessanti prospettive di febbraio, che puntualmente sembrano trovare sempre più conferme. Fonte NOAA.
Mentre fino alla giornata di ieri il mediterraneo pareva nell’ asse di convergenza tra gelo artico e impulsi atlantici ,ad oggi alcune visioni modellistiche pongono un ingresso più diretto del gelo,con le nevicate che guadagnerebbero anche le aree centro-meridionali nella fase 11-13,ma su ciò mi manterrei alquanto cauto ancorato alla prima tendenza che segue il pattern NAO--, con radice altopressoria lungo la meridiana oceanica alquanto debole. Novità delle recenti emissioni modellistiche sarebbe nell’isolamento del lobo canadese a pompare un surplus di calore verso le aree polari,con espansione dell’ hp russo in evoluzione scandinava abbassando di conseguenza il getto della colata artica. Dunque molta cautela dopo le recenti debacle modellistiche anche nel breve termine,con degli equilibri atlantici sul filo del rasoio,ad ogni modo settori come quelli nord-orientali e Toscana sarebbero interessate da consistenti nevicate ,con il nord-ovest in condizione semi-favonica a riparo dunque dal baluardo alpino. Per l’evoluzione successiva vi rimandiamo ai prossimi editoriali, certamente il decorso stagionale sarà improntato a frequenti avvezioni gelide,con dettaglio non trascurabile il superamento del NAM della soglia di -3 anche se di poco,e ciò comporterà un precondizionamento del VP,c on l’ artic oscillation negativa per i prossimi 60 giorni, facendo preludere ad un mese di marzo dai sapori di crudo inverno. Ultimo elemento davvero importante viene identificato nella maggiore convergenza da parte dell’ EP FLUX dai 50-55 di latitudine ,con rischio tutt’altro che remoto nel prossimo periodo della ripartenza da parte della WAWE 2, incentivata dalla dinamicità alquanto esasperata della MJO in fase 8 elementi che fanno presupporre per qualcosa di ancora più grosso nella seconda parte del mese corrente.Futuro dunque incerto ma lontano dalla primavera, in attesa di un primo peggioramento che nel fine settimana ,complice aggancio tra una ionio low ,ed una retrogressione balcanica tra sabato e domenica garantirebbe le prime cospicue nevicate anche sul’Appennino centrale(settore adriatico)sino ai 500 m, e al sud dai 700, in un contesto termico nettamente ridimensionato.








