Abbiamo seguito tutta l'estate le previsioni del CNR, e possiamo senza dubbio dare atto che nelle tre emissioni estive, il modello italiano ha, man mano che i mesi passavano, corretto il tiro, partendo da una previsione di estate molto piovosa e fresca arrivando a una estate decisamente più stabile dando nelle sue ultime emissioni un quadro della situazione che poi nella realtà è stato a grandi linee confermato. Naturalmente va concesso agli studiosi che hanno messo a punto questo modello di previsione la difficoltà di fare una previsione a tre mesi partendo da imput incompleti e suscettibili di improvvise e imprevedibili variazioni. Dunque fermo restando i limiti di questo genere di previsioni tentiamo di analizzare a grandi linee quello che l'odierna emissione ci propone per i prossimi mesi, dando spazio soprattutto alle previsioni a più breve termine (mese di ottobre) meno suscettibili di errori,e dando poi uno sguardo al lungo termine. Partiamo da una considerazione generale: sappiamo che il modello previsionale italiano lavora su probabilità, bene nell'odierna emissione per tutti e tre i mesi le risultanze previsionali non superano mai il 60% di probabilità di reale occorenza. Questo ci dice che il modello del CNR è molto incerto in questa emissione, e questa incertezza è facilmente spiegabile; tutti i modelli previsionali infatti scommettevano fino a pochi mesi fa in una fase di El nino prossima ventura (Natale 2009) di forte intensità e durata, ora invece tutti i modelli hanno man mano ridimensionato le loro previsioni, e anche l' indice MEI partito sparato nei mesi di maggio e giugno, negli ultimi due ha segnato il passo (0.897 a luglio, 0.978 ad agosto) facendo pensare a un evento 2009 decisamente sotto tono, con addirittura la possibilità di passare in breve tempo a una nuova fase di nina. Quindi i modelli previsionali stagionali che si basano molto sull'analisi ENSO, fiutando il cambiamento configurazionale, hanno man mano abbandonato la certezza di un inverno mite per abbracciare ipotesi molto più moderate, risultato di questo cambiato approccio sono le previsioni stagionali IBIMET di settembre, che pur non abbandonando l'ipotesi di un inizio inverno sostanzialmente mite, non prendono una posizione granitica. Passiamo quindi all'analisi nel dettaglio.
Previsione stagionale IBIMET dei geopotenziali del mese di ottobre, il modello non si sbilancia sull' Italia, mentre viene prevista una discreta probabilità di un anomalia negativa dei geopotenziali su Francia e Gran Bretagna, risultanza di una prevista Depressione di Islanda in gran spolvero. Fonte IBIMET CNR
Conseguenza della prevista situazione barica, il modello prevede un ottobre con una leggera prevalenza di probabilità volte a un sopra media pluvio sull' Italia. Fonte IBIMET CNR
La previsione del CNR è volta verso un tempo tipicamente atlantico in ottobre per cui la previsione termica non può che essere improntata verso una maggiore probabilità di un sopra media termico per lo stivale. Fonte IBIMET CNR
Ottobre: Secondo il modello italiano questo mese sarà caratterizzato da correnti mediamente occidentali, senza particolari anomalie dei geopotenziali sul nostro paese e con una lieve preponderanza di probabilità (maggiore del 50%) di un ottobre piovoso. Visto l'andamento delle correnti previsto mediamente da occidente il modello vede una probabilità maggiore (50-60%) che lo stivale veda un ottobre sopra media termica che sottomedia.
Ancora un novembre sopra media pluvio (dopo lo storico novembre 2008) per l' Italia secondo il modello italiano che vede una leggera preponderanza probabilistica per un novembre piovoso sullo stivale. Fonte IBIMET CNR
Interessantissima questa previsione termica per novembre, il modello italiano vede una lieve preponderanza probabilistica verso un novembre sotto media per una vasta area dell' Europa centro orientale, con una posizione che assomiglia tanto a quello di un potente anticiclone termico. Fonte IBIMET CNR
Novembre: Le previsioni per novembre vedono più marcate ondulazioni del jet stream, capaci di portare il modello italiano a prevedere una maggiore probabilità di un Italia sotto geopotenziali sottomedia che sopra media. Da ciò deriva anche una probabilità più elevata di avere un altro novembre (dopo quello dell'anno scorso) sopramedia pluvio. Interessantissima poi la previsione termica che pur vedendo un' Italia con discreta probabilità (50-60%) di avere un novembre mite, piazza su tutta l' Europa centro orientale una preponderanza probabilistica verso un novembre sottomedia.
Interessantissima previsione delle configurazioni bariche del mese di dicembre sull' Europa, con il modello italiano volto a delineare una preponderanza probabilistica verso un blocco atlantico con una circolazione ciclonica sull' Europa meridionale, evidenziata da una discreta probabilità di anomalia negativa dei geopotenziali. Fonte IBIMET CNR
Dicembre: veloce sguardo all'ultimo mese dell'anno con la previsione IBIMET incentrata su una circolazione bloccata a occidente (discreta possibilità 50-60% di anomalia positiva dei geopotenziali in Gran Bretagna) ad indicare un anticiclone delle Azzore in gran forma capace di proteggere anche parte dell' Italia (settentrionale) sia dalle precipitazioni, che invece preponderano come probabilità (50-60% di avere un sopramedia pluvio) sulle regioni centrali e meridionali, che da irruzioni fredde (probabilità superiore al 50% di dicembre sopra media termica.
Insomma una previsione questa dell' IBIMET che lascia tutte le carte in tavola, diremmo una previsione interlocutoria per capire in primis il comportamento dell' ENSO e in secundis gli effetti del minimo solare.








