Avremo tempo per valutare in maniera obbiettiva le cause climatiche responsabili dell’eccezionale periodo di maltempo dal quale in queste ore l’ Europa sembra uscire ormai definitivamente. Le eccezionali nevicate, la serie impressionante di giornate di ghiaccio inanellate dalla quasi totalità delle città centro settentrionali, devono porci senza alcun dubbio un interrogativo: Il Global Warming è in crisi? E’ vero che l’ondata di gelo appena conclusasi ha interessato un lembo delle terre emerse non enorme, ma ogniqualvolta gelo di queste dimensioni raggiunge l’ Europa, non può che essere considerato un evento climatico e non può essere derubricato come casuale occorrenza di un fenomeno eccezionale, va senza dubbio fatta una riflessione.
L'andamento degli ultimi 32 mesi espone in maniera del tutto evidente il crollo termico registrato negli ultimi tempi, probabilmente a causa della Nina, come vedremo in seguito, appare evidente anche come l'ultimo dato dello scorso gennaio sia il più basso della serie. Fonte www.meteoscienze.it.
E infatti, in attesa dei dati termici medi globali di febbraio, in cui si registreranno in tutta la loro eccezionalità i dati relativi all’ondata di gelo appena conclusasi, già il primo mese del nuovo anno porta il dato medio delle temperature medie oceaniche e terrestri su valori che non venivano registrati dal febbraio del 2008. Il dato di gennaio di +0,39°C non solo determina un calo rispetto all’ultimo dato dello scorso anno,+ 0,47°C, ma abbatte il muro dei +0,40°C che dopo l’ultimo Nino appariva un dato senza ombra di dubbio irraggiungibile (ricordiamo che si viaggiava sui quasi +0,70°C di anomalia).
Nella prima immagine l'andamento termico nel periodo di Nina, appare ormai evidente il crollo delle temperature medie globali correlato alla situazione ENSO. Nella seconda immagine la serie storica riferita all'indice MEI. Guardate come l'evento 2010 sia ormai assimilabile a quello del 2000, inarrivabili per il momento sia gli eventi degli anni '70 che quello degli anni '50. Fonte www.meteoscienze.it.
Quindi, non solo siamo tornati ai livelli precedenti al Nino, ma abbiamo quasi pareggiato i valori dell’inizio del 2008 quando nei primi due mesi dell’anno si registrarono fra gennaio e febbraio con rispettivamente +0,26°C e +0,36°C i valori termici mensili più bassi del decennio scorso. Siamo curiosi di vedere il dato del prossimo febbraio che con facilità potrebbe scendere sotto il muro degli +0,30°C di anomalia. Non sarebbe certo la prima volta che accade, appunto negli ultimi dieci anni è già capitato nel gennaio del 2008, ma certamente, come minimo, sarebbe indice di stasi del riscaldamento globale negli ultimi 4 anni, contraddistinti da un Nino breve ma intenso e da una nina lunghissima responsabile della ormai completa dissipazione del calore accumulato precedentemente.
Eravamo con voi in debito del dato definitivo del 2011, bene, con +0,51°C l’anno 2011 si pone al terzo posto fra gli anni più freddi dopo il 2000 (+0,41°C) e il 2008 (+0,50°C). Considerando il valore del 2010 di +0,64°C, appare ormai evidente la poderosa azione della Nina 2010-11 sull’andamento termico globale. Lasciamo ai prossimi aggiornamenti valutazioni più stringenti sul futuro climatico del pianeta, appare infatti evidente come l’attuale comportamento meteorologico mondiale sia fortemente influenzato da questo importante episodio di Nina, come intensità maggiore episodio dagli anni ’70) e come lunghezza ormai confrontabile con quello del biennio 1998-2000 con 32 mesi di MEI quasi ininterrottamente negativo(l’attuale Nina è arrivata a 20 mesi di MEI negativa) non a caso, successivo al Nino più potente della storia e al record delle anomalie termiche dell’anno 1998. Sapremo presto dunque se l’anomalia termica continuerà e se il 2012 segnerà la più potente discontinuità termica dalla fine dello scorso secolo sul fronte del riscaldamento globale.
Il 2011 ha già segnato una forte discontinuità rispetto agli ultimi 2 anni, riportandosi sui livelli del 2008, il 2012 continuerà questo trend? Fonte www.meteoscienze.it








