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Meteoscienze.it testata giornalistica telematica reg. Tribunale di Taranto n.1750, dir. resp. Alessandra Carpino METEOROLOGIA E CLIMATOLOGIA L'ANTICICLONE RUSSO SIBERIANO PROSSIMO PROTAGONISTA EUROPEO?
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L'ANTICICLONE RUSSO SIBERIANO PROSSIMO PROTAGONISTA EUROPEO?

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L'inverno 2011-12 ha certamente per molti aspetti, fino a questo punto, deluso le attese di chi si aspettasse dinamicità e precipitazioni nevose. E' vero però che i paragoni che da molte parti si fanno con inverni miti come il 2006-2007 o il 1989-90, non sono di certo precisi. Infatti se la prima parte della stagione fredda è stata decisamente contraddistinta da mitezza e alte pressioni, è anche vero che dalla fine di dicembre fino a questa prima parte di gennaio le caratteristiche dell'inverno hanno preso sembianze nettamente più consone al periodo, dopo infatti numerose ondulazioni del getto che hanno portato maltempo e temperature in discesa soprattutto al sud, la settimana appena trascorsa ha riportato sul nostro paese il gelo, come non lo si ricordava dal dicembre del 2009, gelo peraltro persistente al centro nord e in Val Padana, da cui solo in queste sembra potersi ritirare.
 
Ecco a ovest-nord-ovest il potente flusso atlantico costretto ancora una volta a piegare verso est, con l'Italia ai margini del prossimo peggioramento. A est evidentissima la propagine più occidentale dell'anticiclone russo sibriano che fa da blocco alle correnti atlantiche, situazione quanto mai classicamente invernale dagli sviluppi quantomai incerti. fonte www.meteoscienze.it
 
Ora grazie alla ripresa del flusso atlantico in uscita dagli States ricomincia il tempo di stampo atlantico con ondulazioni in successione sull'Italia, ondulazioni che ancora una volta porteranno precipitazioni e calo termico soprattutto al centro sud. Martedì poi, un'ondulazione più marcata potrebbe determinare un più deciso peggioramento con possibili nevicate a quote collinari, ma ancora una volta concentrate soprattutto sul meridione. Poi, e qui entriamo veramente nell'ipotetico, l'indebolimento del getto atlantico potrebbe nuovamente favorire l'inizio di un periodo freddo per il Vecchio Continente.
 
In questa mappa delle temperature a 500 Hpa e delle isobare al suolo appare in tutta la sua maestosità l' anticiclone russo siberiano, con il suo cuore gelido a 1063 Hpa con punte di oltre -45°C a 500 Hpa, evidentissima la sua propagine fin quasi sull' Europa, subito ad est degli Urali, altrettanto evidente la discontinuità barica fra le correnti atlantiche a ovest e la circolazione fredda a est, vera padrona di quasi tutta l'Asia centro settentrionale. Fonte www.meteoscienze.it
 
Molti segnali infatti descrivono la possibilità che l'anticiclone russo siberiano riesca in qualche maniera a progredire verso ovest innescando condizioni pesantemente sottomedia su buona parte dell' Europa. L'evoluzione appena descritta prende origine da dinamiche al tempo stesso troposferiche e stratosferiche. Infatti se da un lato appare estremamente imponente quest'anno la figura di alta termica russa con un centro di 1063 Hpa sulla Siberia centrale, neanche scalfito dalle impetuose correnti atlantiche ormai da tempo concentrate solo sull' Europa centro occidentale, d'altra parte proprio i ripetuti warming dei giorni scorsi in alta stratosfera e l'ormai compiuto passaggio al negativo della QBO su tutta la colonna stratosferica, rischiano ben presto di mettere alle corde il VP,  aprendo probabilmente la strada ad una fine di gennaio molto movimentata. Gli effetti sull'Italia di questo stato di cose, come al solito, saranno legati ai movimenti in Atlantico e alle ondulazioni del getto in uscita dal Canada.
 
Le mappe delle temperature a 850 Hpa e delle temperature al suolo alle ore 18.00 di oggi esprimono in maniera sufficientemente precisa l'imponenza della figura barica prossima protagonista della seconda parte dell'inverno asiatiche e probabilmente europeo. Fonte www.meteoscienze.it.
 
E' infatti possibile che nel corso degli ultimi giorni del mese l'ultimo brandello di VP in isolamento sulla parte occidentale dell' Europa ingaggi proprio con la cellula altopressoria russa un braccio di ferro con la Penisola italiana in mezzo ai due fouchi, pronta a subire l'influenza del gelido protagonista russo a est, o del mite soffio atlantico a ovest. Attenzione, la situazione appare quanto mai interessante con possibili scenari nevosi in arrivo. Come al solito dovremo attendere conferme dai modelli quantomai fallibili quest'anno, ma, è giusto dirlo, un anticiclone russo siberiano così potente subito a est degli Urali difficilmente resterà avulso dal tempo europeo, mai come quest'anno febbraio potrebbe essere pienamente invernale.


Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Gennaio 2012 21:02  
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