Come più volte affermato nel corso degli scorsi editoriali, la stagione 2011-2012 è stata, fino a questo momento, pesantemente condizionata da uno stratcooling avvenuto nel corso del mese di novembre, in grado di generare un Vortice Polare compatto e profondo in grado di definire un lungo periodo di AO positiva correlata a temperature sostanzialmente miti e scarse precipitazioni. La suddetta situazione era determinata dalla contestuale nina che inibiva le ondulazioni troposferiche a causa di un minore gradiente termico in troposfera, ed a una QBO che tardava a virare in negativo su tutta la colonna. Negli ultimi editoriali di dicembre avevamo però anticipato una imminente crisi del VP proprio in concomitanza con il completo viraggio di questo parametro verso il negativo (pensate che solo in dicembre questo valore è virato in negativo a 40 Hpa ed ancora il viraggio non è avvenuto su tutta la colonna).
Ecco il riscaldamento stratosferico a sole 48 ore a 10 Hpa in progessiva diffusione dagli strati superiori. Fonte NOAA.
E così pare che sarà nel corso della seconda metà del mese. A differenza degli scorsi due anni quando il VP era stato messo in crisi da dinamiche tutte troposferiche questa volta pare che l’imput sarà dettato dall’alta stratosfera, a mio parere proprio a causa del cambio di segno della QBO, infatti in queste ore un secondo importante warming stratosferico si diffonde fino alla soglia dei 10 Hpa determinando contemporaneamente la strutturazione di un Anticiclone aleutinico stratosferico che nei prossimi giorni determinerà una decisa sofferenza del VP con displacement dello stesso. A questo punto iniziano i punti interrogativi, ricordiamo che affinchè si determinino le condizioni per un MAJOR WARMING deve determinarsi una inversione dei venti in quota in zona polare fino ai 10 Hpa. L’inversione al momento è prevista solo fino ai 5 Hpa.
Ecco l' Aleutinico che preme sul Vortice Polare a 120 ore, visible il suo displacement dalla collocazione abituale pressoche perpendicolare al Polo Nord. Fonte NOAA.
Ma nelle previsioni stratosferiche di oggi oltre al completo dissassamento del VP a 240 ore si evince un’azione a tenaglia degli anticicloni precondizione per l’innesco del Major Warming. Come al solito dinamiche di questo genere sono suscettibili di mille possibili evoluzioni, e se l’ Europa proprio a causa di questo primo scombussolamento stratosferico vedrà l’isolarsi di un ramo del VP in zona Scandinava, non è ancora detto che questo raffreddamento del nord del vecchio continente si propaghi fin sull’Italia. Infatti se il warming dovesse rimanere di tipo displacement il VP avrebbe ancora la forza di ripartire dopo un breve sbandamento e l’ Italia potrebbe subire un veloce passaggio perturbato freddo (ECMWF serali) se invece il Major Warming andasse veramente a buon fine avremmo la formazione di un anticiclone polare e di uno split del VP in due tronconi con la possibile determinazione di un blocco atlantico sancito dall’affondamento dello spezzone principale del VP a largo delle coste della Groenlandia e retrogressione gelida del nucleo residuo siberiano sull’ Europa centrale e sull’Italia (GFS).
Ecco la possibile evoluzione a tenaglia con un'ormai imminente inversione dei venti in quota presso il polo. La genesi del Major Warming. Ma prima di poterdare per certa una siffatta evoluzione sarà necessario ancora attendere e non poco. Fonte NOAA.
Fra queste due possibili evoluzioni naturalmente coesistono con la medesima probabilità altre situazioni intermedie con maggiore o minore interessamento gelido dell’ Europa e dell’ Italia. Una cosa appare però certa, il futuro dell’inverno europeo si gioca sul Labrador, anche minime differenze pressorie in quella zona possono determinare una ripartenza del VP con allontanamento del core gelido oppure una resistenza del blocco atlantico con conseguente periodo gelido per l’ Europa. Volutamente non mi esprimerò ancora sulla possibile evoluzione di questo gennaio, situazioni come quelle che andremo a vivere così condizionate dai repentini cambiamenti stratosferici possono essere soggette a ribaltamenti anche nelle ultime 72 ore, possiamo però certamente segnare almeno tre step:
PRIMO STEP: ISOLAMENTO DEL RAMO GELIDO DEL VP SULLA SCANDINAVIA (120 ORE Probabilità 80%)
SECONDO STEP: BLOCCO ATLANTICO, RETROGRESSIONE DEL NUCLEO GELIDO 144-168 ORE (Probabilità 50%)
TERZO STEP: RESISTENZA DEL BLOCCO ATLANTICO NUCLEO GELIDO SULL’ EUROPA CENTRALE 180 ORE (Probabilità 10%)
Già domani potremo dare per certo l’isolamento del ramo gelido del VP sull’ Europa e capiremo se esso inizierà a retrogredire, oppure no, per il resto dovremo attendere almeno venerdì, per intanto non possiamo far altro che monitorare







