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Meteoscienze.it testata giornalistica telematica reg. Tribunale di Taranto n.1750, dir. resp. Alessandra Carpino ITCZ ITCZ: SECONDA DECADE DI LUGLIO
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ITCZ: SECONDA DECADE DI LUGLIO

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Vi proponiamo come al solito la traduzione italiana del consueto bollettino decadale del NOAA e il relativo commento climatologico.

Nel periodo compreso fra l’11 e il 20 luglio 2010, l’ ITF ha registrato un significativo avanzamento verso nord su molte aree dell’ Africa orientale. La posizione media della porzione orientale dell’ ITF è stata approssimata a 17.6° di latitudine nord, più a nord di 1,5° rispetto alla posizione media climatologica per la metà di luglio, e ben 2.1° più a nord rispetto alla  posizione della decade precedente. L’anomalo avanzamento è derivato da una vigorosa insorgenza di grande umidità sul Sudan, da cui sono scaturite pesanti piogge e qualche alluvione su zone dell’ Etiopia e del Sudan. Ad occidente la posizione media della porzione occidentale dell’ ITF è stata approssimata sui 18.1° di latitudine nord, è ha registrato un lieve arretramento lungo vaste parti del Sahel. Relativamente alla media climatologica, il ritiro più considerevole dell’ ITF è stato osservato su parti del Mali e della Mauritania. La mappa qui sopra (Fig.1) mostra la posizione attuale dell’ ITF relativamente alla sua posizione normale per la seconda decade di luglio, e la sua precedente posizione durante la prima decade di luglio. Le figure 2 e 3 sono le serie storiche che illustrano i valori latitudinali medi rispettivamente, delle porzioni occidentali e orientali dell’ ITF, e gli avanzamenti osservati da aprile.

 

Fig.1 Posizione media dell' ITF (linea rossa) rispetto alla posizione nella decade precedente (linea gialla) e alla media( linea nera). Fonte NOAA.

Fig.2 Serie storica (da aprile) dei movimenti della parte occidentale dell' ITF, evidente l'attuale posizione sotto la media climatica. Fonte NOAA.

Fig.3 Serie storica (da aprile) dei movimenti della parte orientale dell'ITF. Evidente progressione verso nord del fronte, ora fortemente sopra media. Fonte NOAA.

In questi ultimi dieci giorni dunque si è registrato un forte avanzamento dell’ ITF nella zona orientale del continente africano, abbiamo visto come nella parte orientale si siano registrati valori di ben 1,5° più a nord rispetto alla media, è anche vero però che se andiamo a calcolare il valore medio totale (riferito ad entrambi i rami dell’ ITF) ricaviamo una posizione media di 17.8° di latitudine nord, certamente più a nord, sia rispetto al valore dello scorso anno (17.3°N) sia rispetto alla media (17.5° di latitudine nord), e comunque non di molto, a riprova del fatto che anche se stiamo vivendo una stagione dell’ ITCZ sicuramente sopra la media, certamente non stiamo vivendo una stagione eccezionale; addirittura il valore calcolato per la porzione occidentale dell’ ITF è stato per questa decade di 18.15° di latitudine nord, ben al di sotto rispetto al valore medio di 18.5° di latitudine nord e addirittura al di sotto anche rispetto al valore dello scorso anno di 18,8° nord, caratterizzato da un arretramento record del fronte. Insomma notizie contrastanti dall’ ITCZ, dove, come abbiamo già detto in altri articoli, l’effetto nino sta parzialmente mascherando la tendenza all’arretramento inaugurata lo scorso anno. Concludo l’articolo con una ultima annotazione meteorologica. Viviamo in questi ultimi anni una cronica assenza della figura stabilizzatrice estiva azzorriana, che spesso e volentieri viene sostituita dall’anticiclone subtropicale africano. Molti studiosi hanno addebitato al comportamento dell’ ITCZ questo nuovo corso climatico, è ormai evidente invece come questa teoria vada abbandonata, infatti abbiamo potuto verificare in questi due anni come i movimenti del “gobbo di Algeri” fossero sostanzialmente indipendenti dal comportamento del fronte intertropicale…appare invece sempre più evidente la responsabilità del VP in questo nuovo corso. Diverso invece è il discorso per quanto riguarda il contributo che l’ITCZ da alla magnitudo delle onde calde sul Mediterraneo. Infatti appare ormai chiaro che in un anno, come questo, fortemente simile a quelli del 1998, 2003 e  del 2007 per quanto riguarda le configurazioni bariche dominanti, si siano probabilmente evitati i picchi di calore registrati in questi 3 episodi proprio a causa di un relativo arretramento, nella sua parte occidentale, del fronte intertropicale, che di fatto ha impedito lo sfondamento italico della + 25° a 850 Hpa. Vedremo il comportamento futuro di questo parametro, ma le relazioni estive sullo scenario mediterraneo appaiono ormai chiare.

 

 



Ultimo aggiornamento Venerdì 23 Luglio 2010 12:54  
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