Come al solito diamo nota del decadale aggiornamento del NOAA relativo all’andamento dell’ ITCZ con un breve commento
Durante il periodo compreso fra il primo e il dieci luglio 2010, l’ITF ha continuato ad avanzare verso nord rispetto alla precedente posizione decadale e permane più a nord rispetto alla media climatologica su molte zone del Sahel. La porzione occidentale dell’ITF è stata approssimata a 17.7° di latitudine nord, qui c’è stato un notevole avanzamento in più parti del nord del Senegal e della Mauritania meridionale, così come su porzioni della Nigeria centrale durante gli ultimi dieci giorni. I dati di piovosità registrati dal satellite mostrano alti quantitativi di precipitazioni accumulati in questi dieci giorni in queste regioni. La media della porzione orientale dell’ ITF è stata approssimata alla posizione di 15.6° nord, anch’essa rimane più a nord della media climatologica con valori più a nord della media che si estendono dal Niger alla parte centro orientale del Ciad. La mappa qui sopra (Fig.1) mostra la posizione attuale dell’ ITF, la posizione relativa alla media climatologica per inizio luglio, e la posizione della scorsa decade. Le Figure 2 e 3 indicano la serie storica che illustra i valori medi latitudinali rispettivamente delle porzioni occidentali e orientali dell’ ITF, e il loro avanzamento stagionale a partire dall’inizio di aprile.

Fig.1 L'ITCZ è avanzato su quasi tutta la lunghezza del continente africano, e rimane quasi ovunque leggermente più a nord della media. Fonte NOAA.

Fig.2 Serie storica delle posizioni dell' ITF nella parte occidentale, come si può vedere essa risulta essere sostanzialmente in media. Fonte NOAA.

Fig.3 Serie storica delle posizioni della porzione orientale dell' ITF che come si può notare risulta leggermente a nord rispetto alla media. Fonte NOAA.
Dunque registriamo ancora valori leggermente più a nord della norma nel consueto aggiornamento dell’ITCZ. La posizione attuale media fra le due porzioni dell’ ITCZ risulta essere di 16.9° di latitudine nord. Teniamo presente che la posizione normale per questo periodo risulta essere 16.7° di latitudine nord, dunque la posizione attuale risulta essere leggermente più a nord della media. Il valore registrato in questa decade risulta essere più a nord rispetto sia all’anno scorso quando la posizione dell’ ITCZ faceva segnare una posizione di 15.5° di latitudine nord sia rispetto al 2008 quando la posizione raggiunta fu di 16° di latitudine nord. Interessante considerare come nella classifica di tutti i tempi il valore di questa prima decade costituisca il quinto valore più a nord, ma come esso sia decisamente più a sud rispetto ai valori registrati nel triennio 2003-2004-2005. Sembra insomma che il temuto avanzamento dell’ ITCZ con relativa progressione della cella di Hadley verso settentrione, paventato da molti esperti durante gli anni 2000, sia definitivamente scongiurato. A nostro parere questa normalizzazione rimane una delle più interessanti correlazioni con la scarsa attività solare che abbiamo potuto osservare in questi anni. Se ,come crediamo, gli attuali valori sono dettati dallo straordinario effetto troposferico del nino, con la montante nina potremmo attenderci un nuovo deciso regredimento del fronte con pesanti conseguenze climatiche. Chiudiamo l’articolo con una breve nota sull’attuale ondata di caldo che sta interessando il Mediterraneo centrale. Come ricorderete, avevamo in più articoli avvertito della possibilità che l’estate 2010, soprattutto nel mese di luglio, avrebbe potuto colpire duro il nostro paese e il bacino del Mediterraneo. E’ climatologicamente consueto infatti che le estati successive ad anni di nino siano caratterizzate da potenti ondate di calore come infatti è avvenuto nelle ultime tre estati post nino (2007-2003-1998). E’ anche vero però che stando alle attuali previsioni anche a lungo termine, non si scorgano ancora avanzamenti verso la nostra penisola della +25°C a 850 Hpa, avanzamenti responsabili dei valori record raggiunti in tutti e tre gli anni suddetti. Se alla fine di questa onda calda non raggiungeremo i picchi raggiunti nel 2007, 2003, 1998, dovremo forse ringraziare proprio il non sfondamento dell’ ITCZ verso nord. Ma ne riparleremo, seguiteci, l’ ITCZ ha ancora molto da dire…








