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LO TSUNAMI ROVENTE...

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Come sa chi segue i nostri aggiornamenti climatici, i primi sei mesi del 2010 sono stati nel loro complesso i più caldi della storia, di conseguenza non potevano mancare in questo primo mese e mezzo di estate boreale record storici un po’ in tutto il globo. In questo articolo, grazie all’aiuto di Maximiliano Herrera, vecchio amico di Meteoscienze e straordinario conoscitore del clima e dei suoi limiti termici, e al suo sito, tenteremo di delineare la stagione eccezionale di records caldi battuti in questa torrida prima parte dell’estate boreale. Come vedremo nello scorrere dell’articolo il continente asiatico, e in parte quello africano, hanno subito una delle estati, fino a questo momento, più calde di sempre con un corollario di record battuti veramente impressionante. Partiamo da due record assoluti: il record mondiale della minima più alta 41.2°C a Khassab in Oman e il record asiatico, battuto Mohenjo-daro in Pakistan con 53.5°C, questi records aprono, come detto, una litania di  limiti nazionali battuti che andiamo ora a elencare:  Kuwait City di 51.6C record nazionale del Kuwait ,  Jeddah University di 51.7C, record nazionale dell’Arabia Saudita, record mondiale per una città costiera. A questi record dovremo aggiungerne : Puerto Salgar (Colombia)  42.2°C (record nazionale della Colombia), Honiara Henderson 36.1°C (record nazionale Isole Salomone), Georgetown ( record nazionale Ascension,United Kingdom) 34.9°C (record Saint Helena,Ascension and Tristan da Cunha) Myinmu (Myanmar) 47.2°C (record nazionale di Myanmar già precedentemente battuto nello stesso mese), Basra 52°C (record nazionale dell’ Iraq) Faya  47.6°C (record nazionale del Ciad) Bilma 48.2°C (record Niger) Dongola 49°C (record del Sudan) Belogorsk  42.3°C (record della zona asiatica della Russia) Doha Airport 50.4°C (record nazionale del Qatar) a questi va aggiunto il record nazionale battuto nell’emisfero meridionale durante l’ultimo inverno, Nukunonu (Tokelau,Nuova Zealanda) 35.6°C.

Lo Tsunami termico è evidente in tutta la sua potenza in questa analisi fatta da Meteoscienze dei più importanti records battuti nelle settimane comprese fra il 12 maggio e il 25 giugno. Supporto Google Heart, dati Maximiliano Herrera, analisi Meteoscienze.

Guardando questa mappa nella quale i record citati vengono riassunti secondo il periodo di registrazione, ci rendiamo conto di un particolarissmo andamento temporale e geografico di questi record.  Guardate  infatti che progressione…in sei settimane, dal 12 maggio fino al 25 di giugno, una serie impressionante di records termici battuti, il record asiatico disintegrato e nel complesso una ondata di caldo che per dimensioni e magnitudo può essere ritenuta la peggiore dell’era moderna. Senza ombra di dubbio siamo di fronte a un fenomeno dalle caratteristiche globali figlio della grande anomalia dell’ Oceano Pacifico derivante dal Nino 2009-10, guardando questa vera e propria “onda rovente” in progressione verso ovest si possono fare svariate considerazioni di ordine climatico: innanzitutto l’impressionante “puntualità” di questo fenomeno, in piena coincidenza con l’arrivo allo zenit dell’orbita solare sull’eclittica, poi il veloce spostamento verso ovest di questa onda quasi fosse uno tsunami termico in veloce spostamento dall’epicentro senza ombra di dubbio riscontrabile nel centro del Pacifico appunto a largo delle coste tailandesi. In fine la previsione di un futuro mese di agosto probabilmente caratterizzato da fenomeni molto violenti laddove la mano dell’estate 2010 si è rivelata particolarmente pesante. Chiudiamo con una ultima annotazione: probabilmente la grande onda termica dell’estate 2010 che è ancora in essere con records battuti sulla Russia (avevamo preannunciato negli scorsi articoli il possibile arrivo di isoterme oltre i +20°C a 850 Hpa) è stata provocata dalle particolari caratteristiche del Nino 2010 che si è concentrato soprattutto nella parte centrale dell’ Oceano Pacifico non riuscendo a trovare sfogo, come solitamente accade verso l’ America latina, e di fatto concentrando enormi volumi di acque calde nel pacifico centrale senza possibilità di sfogo, l’avanzare della stagione calda e l’insolazione a picco sulle zone tropicali ha fatto il resto... 

 



Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Luglio 2010 14:07  
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