Diamo conto, come al solito, della traduzione italiana del bollettino quindicinale dell’ Agenzia Meteorologica Australiana con relativo commento climatico.
La Nina nel Pacifico rimane in condizioni fra il moderato e il forte. I modelli a lungo termine presi in considerazione dall’ Agenzia suggeriscono che questa Nina persisterà nella prima parte del 2011. A dispetto del previsto impatto di un evento forte di MJO, tutti gli indicatori ENSO rimangono fermi sui livelli di La Nina. L’Oceano Pacifico tropicale è significativamente più freddo rispetto alla media di questo periodo dell’anno sia al di sopra che al di sotto della superficie oceanica. Il SOI rimane molto alto a 21, leggermente più basso rispetto al valore di settembre di +25, che è stato il valore mensile più alto registrato dal Novembre del 1973 e il più alto valore registrato in settembre dal 1917. Gli alisei rimangono più forti rispetto alla media su gran parte del Pacifico e la nuvolosità in prossimità del meridiano di cambio data continua ad essere scarsa. I periodi di La Nina sono generalmente associati con piovosità al di sopra del normale durante la seconda parte dell’anno su vaste aree dell’ Australia, in particolar modo sulle regioni orientali e settentrionali. Le temperature notturne sono storicamente più calde del normale e la frequenza dei Cicloni tropicali è più alta del normale sull’ Australia settentrionale durante la stagione dei cicloni (novembre-aprile). Continua inoltre un evento di IOD negativa sull’ Oceano Indiano. Gli eventi negativi di IOD sono solitamente associati a piovosità superiore al normale su gran parte dell’ Australia meridionale durante la primavera (settembre-dicembre n.d.r.). Gli eventi di IOD solitamente decadono nei mesi di novembre e dicembre con l’inizio del monsone australiano. Un recente aumento dell’indice IOD e un movimento verso sud del Monsone basso indica che l’evento potrebbe già indebolirsi.
Il costante raffreddamento dell’ Oceano Pacifico central e orientale, che è stato progressive dal gennaio 2010, è continuato durante settembre. La mappa delle anomalie delle temperature superficiali marine (SST) per settembre mostrano anomalie fredde, più fredde rispetto al normale di 1°C, estese lungo l’equatore a est del 160° meridiano E. La mappa mostra una regione di acqua nel Pacifico centrale dove le acque sono state di 2°C più fredde del normale. Anomalia calde eccedenti 1°C rimangono evidenti nella regione marittima continentale.
Il raffreddamento che si è registrato durante il mese di settembre, è rallentato durante il mese di ottobre, con un piccolo cambiamento osservato nelle SST nel pacifico centrale durante le ultime due settimane. La mappa delle anomalie settimanali per la settimana con conclusione il 24 ottobre mostra anomalie fredde, più di 1°C più fredde del normale, estese lungo l’equatore a est del 160° meridiano E. Anomalie calde rimangono evidenti nella regione marittima continentale.

La sequenza quadrimestrale delle anomalie delle acque sottosuperficiali equatoriali dell’Oceano Pacifico, al 25 ottobre, mostra che un vasto volume di acque più fredde del normale è stato evidente al disotto della superficie marina del pacifico da molti mesi. La sequenza mostra un costante raffreddamento delle acque sottosuperficiali equatoriali fra luglio e settembre e un leggero riscaldamento delle acque sottosuperficiali del Pacifico centrale durante ottobre. Il recente riscaldamento delle acque sottosuperficiali del pacifico centrale probabilmente è stato causato dal forte evento di MJO che si è sviluppato nell’estremo occidente del Pacifico durante la metà del mese dopo un significativo indebolimento.
La mappa per gli ultimi 5 giorni con termine al 25 ottobre mostra un vasto volume di acque più fredde del normale sotto la superficie dell’ Oceano Pacifico tropicale. Nel Pacifico centrale, le acque sottosuperficiali dell’oceano sono più fredde del normale in riferimento a questo periodo dell’anno, su una scala settimanale. Se confrontate con due settimane fa, c’è stato un lieve riscaldamento nel pacifico centrale.
Dal bollettino emanato ieri dall’ Agenzia meteorologica Australiana, si evince la forza dell’evento di Nina di quest’anno. Infatti viene espresso in maniera molto evidente come i valori di SOI così alti non si verificavano dal novembre del 1973 e come un valore così elevato di SOI in settembre mancava dal 1917. Bisogna, a dire il vero, segnalare un lievissimo riscaldamento della zona centrale del Pacifico dovuto all’esplosione di un evento di MJO ora in esaurimento. Avevamo previsto nello scorso articolo la possibilità che alcuni parametri caratteristici della Nina subissero una normalizzazione durante queste ultime due settimane. Essendosi dunque esaurito in questi ultimi giorni l’effetto della MJO potremmo subire nelle prossime settimane un ennesima impennata della Nina che potrebbe raggiungere il suo picco entro la fine dell’anno. Difficile capire quelli che saranno gli effetti climatici di questo straordinario comportamento della Nina 2010, però possiamo fare qualche considerazione sulle presunte correlazioni fra Nina e parametri teleconnettivi. Abbiamo più volte detto come avere una Nina east based (come l’attuale sembra poter continuare ad essere nel corso delle prossime settimane) possa determinare importanti conseguenze. A tale proposito, utilizzando i dati del NOOA, abbiamo analizzato il coefficiente di correlazione fra il Nino 1-2 e i principali parametri teleconnettivi. Prima di enunciare i risultati del nostro studio spieghiamo brevemente quale è il significato statistico dell’indice di correlazione. Questo indice misura la aderenza nel comportamento di due parametri. Se c’è aderenza, dunque corrispondenza (diretta o indiretta) il coefficiente si avvicina sempre più al valore di 1 (-1 relazione indiretta, +1 relazione diretta). Per fare un esempio vediamo come il coefficiente di correlazione fra SOI e MEI (i due parametri che descrivono l’andamento dell’ ENSO) sia -0,751 (infatti quando l’indice MEI sale l’indice SOI scende e viceversa). Naturalmente i valori di correlazione di un parametro climatico così lontano da noi sui nostri parametri teleconnettivi da indici di correlazione molto inferiori ma che comunque ci possono dare qualche indicazione. Diciamo subito che i risultati sono molto interessanti e suffragano quello che Meteoscienze ormai prevede da tempo: l’inverno 2010-2011 sarà il campo di battaglia fra la QBO e la Nina STRONG e vediamo perché. Pubblichiamo infatti qui di seguito i risultati di questo studio con il commento relativo.
Il nostro studio si rifà ai dati compresi fra il 1948 e il 2010 considerando nei mesi invernali (dicembre-marzo) e confronta gli indici di correlazione fra l’ ENSO in posizione 1-2 (la zona che se sotto media indica una Nina east based) e gli indici tele connettivi AO-Tripolo Atlantico-NAO (i più interessanti per l’ Europa con gli indici di correlazione fra la QBO e gli stessi parametri.
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| PARAMETRO TELECONNETTIVO | INDICE DI CORRELAZIONE |
| NINO 1-2 | AO | -0,023 |
| NINO 1-2 | TRIPOLO ATLANTICO | 0,067 |
| NINO 1-2 | NAO | 0,159 |
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| PARAMETRO TELECONNETTIVO | INDICE DI CORRELAZIONE |
| QBO | AO | 0,247 |
| QBO | TRIPOLO ATLANTICO | -0,007 |
| QBO | NAO | 0,294 |
Vediamo subito che il maggiore indice di correlazione fra Nina east based e i parametri tele connettivi è quello con la NAO che tenderebbe secondo questo parametro ad essere negativo in situazioni di nina east based. Se però andiamo a vedere gli indici di correlazione fra QBO e gli stessi parametri teleconnettivi vediamo che la correlazione appare più forte sia per la NAO che per la AO e sono tutte e due correlazioni dirette. La cosa più interessante dunque è che mentre la QBO positiva (come quella che ci attende) influenza la NAO portandola verso valori positivi, la NINA introdurrebbe un fenomeno diametralmente opposto. Potremmo dunque aspettarci una NAO neutra? Le possibilità ci sono tutte e ricordiamo che la NAO neutra in periodo invernale è la migliore garanzia di inverno movimentato per l' Europa. Un parametro appare non influenzato dalla Nina ed è il tripolo atlantico, e potrebbe proprio questo parametro ad essere decisivo in quanto potrebbe modulare i periodi elevazione delle alte pressioni con i relativi blocchi atlantici. Come vedete, la situazione appare complessa e di non facile previsione anche perchè come potete notare la QBO influenza pesantemente la AO con una relazione diretta (AO positiva) per cui potremmo dire che la battaglia è aperta e l'inverno è tutto da giocare.








