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Meteoscienze.it testata giornalistica telematica reg. Tribunale di Taranto n.1750, dir. resp. Alessandra Carpino ENSO MONITORAGGIO CONTINUO LA NINA EAST BASED PIU' INTENSA DELLA STORIA
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LA NINA EAST BASED PIU' INTENSA DELLA STORIA

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Diamo conto, come la solito, del consueto bollettino quindicinale dell’Agenzia Meteorologica Australiana con relativo commento climatico.

La Nina nel Pacifico rimane un evento moderatamente forte. Il SOI di +25 per settembre è stato il  valore mensile più alto dal 1973, mentre le temperature dell’Oceano pacifico centrale sono comparabili a quelle osservate durante i precedenti moderati eventi del 2007 e del 1998. I modelli a lungo termine consultati dall’ Agenzia suggeriscono che questa Nina persisterà anche nella prima parte del 2011. Gli indicatori ENSO rimangono stabilmente sui livelli di La Nina. L’Oceano Pacifico centrale è più di 1°C più freddo del normale rispetto alle medie storiche per la superficie marina, mentre le temperature sottosuperficiali sono di 5°C più fredde del normale. Il SOI rimane sopra +20, che si posiziona sopra il 5% dei valori storici. Sebbene gli Alisei sono più forti del normale sul Pacifico occidentale e la nuvolosità sul Pacifico centrale e occidentale continua a essere scarsa, una forte MJO potrebbe indebolire qualche indicatore nei prossimi 15 giorni. I periodi di La Nina sono generalmente associati con piovosità al di sopra del normale durante la seconda metà dell’anno lungo vaste aree dell’ Australia, più apprezzabili sulle regioni settentrionali e orientali. Le temperature notturne sono più calde del normale e la frequenza dei cicloni tropicali per l’ Australia settentrionale è solitamente più alta del normale durante la stagione dei cicloni (Novembre-Aprile). Un evento negativo di IOD è anche in formazione nell’Oceano Indiano. Gli eventi negativi di IOD sono solitamente associati con piovosità sopra la media su vaste aree dell’ Australia meridionale durante la primavera. L’evento IOD solitamente decade nei mesi di novembre e dicembre con l’inizio del monsone australiano.

 


Il costante raffreddamento dell’Oceano Pacifico tropicale orientale e centrale, che è stato progressivo fin dal gennaio 2010, è continuato durante settembre. La mappa delle anomalie termiche superficiali marine per settembre mostra anomalie fredde, di più di 1°C rispetto al normale, che si estendono lungo l’equatore a est del 160° meridiano. La mappa mostra una regione di acque nel Pacifico centrale che registrano temperature di più di 2°C più fredde rispetto al normale. Le anomalie calde eccedenti 1°C rimangono sulle regioni marittime.

 continentali.

Il NINO 3 si è raffreddato significativamente nelle ultime due settimane, mentre sia il NINO3.4 e il NINO4 sono rimasti simili in intensità. La mappa delle anomalie settimanali SST per la settimana con fine il 10 ottobre mostra che temperature superficiali  più fredde del normale si estendono lungo l’equatore, a est del 160° meridiano E. L’area di SST più fredde del normale di oltre 1°C nel pacifico equatoriale centrale e orientale sono cresciute in superficie se confrontate con due settimane fa. Le anomalie calde rimangono evidenti nella regione marittima continentale.

La sequenza quadrimestrale delle anomalie termiche  delle acque sottosuperficiali, con termine il 30 settembre, mostra che un vasto volume di acque più fredde del normale è stato evidente sotto la superficie del Pacifico tropicale per molti mesi. Le acque sottosuperficiali del Pacifico equatoriale si stanno costantemente raffreddando dal novembre 2009, il picco dell’evento di nino 2009-10. A est del meridiano del cambio di data, le acque sottosuperficiali equatoriali sono state più fredde rispetto al normale di oltre 4°C durante settembre. La sequenza mostra anche che deboli anomalie calde  si stanno lentamente sviluppando al di sotto della superficie nel Pacifico equatoriale occidentale.

La mappa delle acque sottosuperficiali per gli ultimi 5 giorni con fine 11 ottobre mostra un volume di acque più fredde del normale al di sotto della superficie dell’ Oceano pacifico tropicale. Nel Pacifico centrale, le acque sottosuperficiali dell’oceano sono di oltre 5°C più fredde del normale per questo periodo dell’anno, su scala settimanale. Nelle ultime due settimane le acque sottosuperficiali nel pacifico occidentale si sono riscaldate, mentre nel pacifico orientale si sono raffreddate.

Diamo subito un dato: l’indice MEI nel mese di agosto ha fatto segnare un valore di -1,91. Un valore così basso non si registrava dal settembre del 1975 (-1,976) ed in assoluto nel mese di agosto non si è mai registrato nella storia un valore così basso. Stiamo dunque vivendo, come peraltro avevamo ampiamente sottolineato nel corso dei precedenti articoli la nina più forte quanto meno dal 1975 con la reale possibilità ,a questo punto, di  stracciare letteralmente tutti i record precedenti. L’ Agenzia Meteorologica Australiana parla ancora di nina moderata paragonabile con quelle del 2007 e del 1998, prendendo come parametro le anomalie termiche assolute. Sappiamo però come sia la Nina che il Nino vengano valutate appunto attraverso l’indice MEI che quindi indiscutibilmente sancisce ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, la straordinarietà dell’evento 2010. Passando a temi più propriamente climatici, l’ Agenzia australiana avverte come la partenza di una forte MJO potrebbe nei prossimi quindici giorni di fatto arrestare la picchiata dell’ ENSO verso la storia…sarà dunque decisivo capire come si comporterà questo indice nei prossimi giorni per comprendere l’evoluzione della Nina 2010. Al momento i maggiori parametri di riferimento (Alisei, acque sottosuperficiali, SOI) non promettono certamente normalizzazioni nell’evento in essere.  Addirittura se consideriamo le temperature sottosuperficiali, come è ben espresso precedentemente, negli ultimi giorni si sono ulteriormente raffreddate nella parte orientale del Pacifico, lasciando intendere che l’evento potrebbe ulteriormente rafforzarsi. Concludiamo con delle considerazioni sulle zone di interessamento dell’attuale Nina. Possiamo senza alcun dubbio anticipare che la Nina in essere si sta sviluppando come un evento EAST-BASED, diremo di più: la Nina 2010 rischia di essere la NINA EAST BASED PIU’ FORTE DELLA STORIA…se infatti andiamo a vedere i valori di temperatura per settembre nelle sezioni NINO 1-2,NINO 3, quelle prettamente più a est nel Pacifico, troviamo che nel mese di settembre essi hanno nel settore NINO 1-2 stracciato tutti i records di temperatura media più bassa con un valore di 18.89°C lontano anni luce dal vecchio record per settembre stabilito nel 1975 (19.13°C) mentre il valore nella sezione NINO3 con 23.59°C si è posizionato al secondo posto dopo il settembre del 1955 (23.10). Siamo dunque di fronte ad un dato climatologicamente straordinariamente importante. Non solo infatti siamo di fronte ad una nina che per intensità, a nostro avviso rivaleggerà con la nina dei primi anni ’50 (altro importante elemento a favore di chi correla questo straordinario evento 2010 con la situazione solare, ricordiamo infatti che l’ultimo minimo pallidamente paragonabile a quello appena passato si raggiunse appunto nel 1953) ma essa ormai in maniera evidente si svilupperà come un EVENTO EAST BASED, ciò potrebbe dunque suffragare le ipotesi di chi prevede un inverno con indice NAO mediamente negativo, e andando a vedere le anomalie climatiche degli anni con NINA EAST BASED possiamo iniziare a nutrire qualche timida speranza (anche in un inverno dominato probabilmente da una intensa QBO POSITIVA) di una stagione fredda movimentata. Saremo più precisi nei prossimi giorni con un out look di Meteoscienze sul prossimo inverno, ma certamente gli effetti climatici della NINA 2010 non si faranno attendere e le sorprese non mancheranno.



Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Ottobre 2010 10:22  
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