Diamo conto, come al solito del consueto bollettino quindicinale dell’ Agenzia Meteorologica Australiana sulla situazione ENSO con realtivo breve commento climatico.
La Nina persiste nel Pacifico. Dati l’attuale forza dell’evento e le previsioni a lungo termine dei modelli matematici presi in considerazione dall’ Agenzia, questa La Nina è prevista persistere anche nella prima parte del 2011. Tutti gli indicatori rimangono costantemente su livelli di La Nina. L’Oceano Pacifico centrale è più freddo delle medie storiche sia al di sopra che al di sotto della superficie, l’ Indice SOI rimane fortemente positivo, gli Alisei sono più forti del normale e la nuvolosità sul Pacifico centrale tropicale continua a essere scarsa. Tali consistenti segnali indicano che l’atmosfera e gli oceani tropicali ora rinforzano a vicenda queste anomalie.
Iperiodi di la Nina sono generalmente associati con piovosità maggiore del normale durante la seconda parte dell’anno lungo vaste aree dell’ Australia, in particolare nelle zone orientali e occidentali. Le temperature notturne sono storicamente più calde del normale e la frequenza dei cicloni tropicali sul nord Australia è solitamente più alta del normale durante la stagione dei cicloni (Novembre-Aprile). E’anche in formazione un evento negativo di IOD nell’ Oceano Indiano. Gli eventi negativi di IOD sono spesso associati con eventi di La Nina, e sono spesso, ma non sempre, associati con piovosità più alta del normale su vaste aree dell’ Australia meridionale durante la primavera. Gli eventi di IOD generalmente decadono nel mese di Novembre e Dicembre con l’inizio del monsone australiano.

L’Oceano tropicale orientale e centrale si è raffreddato durante agosto e ha continuato a raffreddarsi durante settembre. Questa area dell’oceano è andata costantemente raffreddandosi dal gennaio 2010. La mappa delle anomalie termiche superficiali marine (SST) per agosto mostra anomalie fredde, più di 1°C al di sopra del normale, che si estendono lungo l’equatore a est del 160° meridiano. La mappa mostra una regione d’acqua nel Pacifico centrale che è stata più di 2°C più fredda del normale. Anomalie calde superiori a 1°C rimangono nella regione marittima continentale.

La mappa delle anomalie (SST) settimanali per la settimana con termine il 26 settembre mostra temperature superficiali più fredde del normale estese lungo l’equatore, a est del 160° meridiano est. Se confrontati con due settimane fa, NINO3.4 e NINO4 sono rimasti similari nei loro valori, mentre NINO3 si è riscaldato lievemente. C’ è stato un generale lieve riscaldamento dell’ Oceano Pacifico tropicale nella parte orientale (America Latina) nelle ultime due settimane. Le anomalie calde rimangono evidenti nella regione marittima continentale, con acque vicino all’ Australia più calde rispetto a quelle delle scorse due settimane.

La sequenza quadrimestrale delle anomalie termiche delle acque sottosuperficiali oceaniche equatoriali, con termine il 27 settembre, mostra che un vasto volume di acque più fredde del normale sono evidenti al di sotto della superficie del pacifico tropicale per molti mesi. La sotto superficie del Pacifico equatoriale si è costantemente raffreddata dal novembre 2009, il picco del nino 200-10. Lungo la maggior parte dell’equatore, le acque sottosuperficiali sono ora più di 4°C più fredde della media per questo periodo dell’anno. La sequenza mostra anche che deboli anomalie si sono sviluppati lentamente al di sotto della superficie dell’estremo Pacifico equatoriale occidentale.

La mappa delle anomalie termiche superficiali degli ultimo 5 giorni con termine al 27 settembre mostra un vasto volume di acque più fredde del normale dell’Oceano Pacifico tropicale. Nel pacifico centrale, le acque sottosuperficiali oceanici è più di 5°C più fredde del normale per questo periodo dell’anno, su scala settimanale. Se confrontate con due settimane fa, le acque sottosuperficiali del Pacifico tropicale si sono riscaldate.
Dunque in questi ultimi quindici giorni La Nina ha un po’ tirato il fiato, infatti pur rimanendo, le anomalie termiche superficiali, su livelli decisamente notevoli, sia le temperature superficiali che quelle sottosuperficiali hanno subito un lievissimo riscaldamento. Diciamo che era inevitabile che con un passaggio così repentino fra le enormi anomalie termiche positive che hanno contraddistinto il nino 2009-10 e le altrettanto notevoli anomalie fredde attuali, il rimescolamento delle acque portasse ad una temporanea stasi del fenomeno. Il lieve riscaldamento al quale abbiamo assistito nell’ultima settimana a ovest delle coste peruviane, verrà probabilmente presto riassorbito, anche perché come è stato ben evidenziato dal bollettino quindicinale esiste un feedback positivo fra condizioni atmosferiche e marine che porterà sicuramente nelle prossime settimane ad un possibile ulteriore rinforzo del fenomeno. I modelli (immagine a seguire)continuano a vedere livelli notevoli di anomalie termiche superficiali almeno fino a marzo. Vi rimando al prossimo aggiornamento, intorno a metà mese, quando avremo anche i valori del MEI per agosto, e potremo iniziare a fare qualche previsione per il futuro della Nina 2010 e del correlato futuro termico globale.









