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Meteoscienze.it testata giornalistica telematica reg. Tribunale di Taranto n.1750, dir. resp. Alessandra Carpino ENSO MONITORAGGIO CONTINUO SI INTENSIFICA LA NINA SUL PACIFICO
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SI INTENSIFICA LA NINA SUL PACIFICO

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Come al solito diamo conto della traduzione italiana del consueto bollettino settimanale dell’ Agenzia Meteorologica Australiana con relativo breve commento climatico.

 

 

L’evento di la Nina nell’Oceano pacifico si è ulteriormente rinforzato durante le scorse due settimane. Tutti i modelli matematici interpellati dall’ Agenzia Meteorologica australiana prevedono che la Nina durerà per tutta la primavera australe (autunno boreale n.d.r.), con la maggioranza dei modelli che indica come l’evento potrebbe persistere anche nella prima parte del 2011. Gli indicatori di La Nina si sono consolidati nel Pacifico. L’Oceano Pacifico centrale ed orientale è ora più di un grado più freddo rispetto alla media storica, l’Indice SOI ha continuato a salire, gli Alisei sono i più forti dal 1998 e la nuvolosità sul Pacifico centrale tropicale rimane scarsa. I periodi di La Nina sono solitamente, ma non sempre, associati con piovosità maggiore del normale durante la seconda metà dell’anno su vaste zone dell’ Australia, specialmente sulle regioni orientali e settentrionali.

Le temperature durante la notte sono storicamente più calde della media e la frequenza dei cicloni tropicali  per l’ Australia settentrionale è solitamente più alta del normale durante la stagione dei cicloni (novembre-aprile). I recenti valori dell’indice IOD, combinati con le previsioni del modello POAMA dell’Agenzia Meteorologica Australiana, suggeriscono che un evento di IOD negativa è iniziato nell’ Oceano Indiano. Periodi di IOD negativo sono spesso, ma non sempre, associati con piovosità più alta del normale su molte regioni dell’ Australia meridionale durante la primavera, e sono spesso associati con eventi di La Nina. I periodi di IOD negativa cadono generalmente nei mesi di Novembre e Dicembre con l’inizio del monsone australiano.

L’Oceano tropicale orientale e centrale si è raffreddato durante il mese di Agosto. Questa zona oceanica si è raffreddata continuamente dal gennaio del 2010. La mappa delle anomalie termiche superficiali marine (SST) per agosto mostra anomalie fredde, più di 1°C rispetto ai valori normali, che si estendono lungo l’equatore ad est del 160° meridiano Est. C’è una zona marina nel pacifico centrale che è stata di più di 2°C più fredda del normale nel mese di agosto. Anomalie superiori a 1°C rispetto alla media rimangono solo nelle regioni marittime continentali.

 

 

Tutti e tre gli indici chiave del NINO indicano che il Pacifico centrale è rimasto nelle stesse condizioni delle passate due settimane. La mappa delle anomalie settimanali (SST) mostra che le anomalia fredde si estendono lungo l’equatore, a est del 160° meridiano Est. L’area delle anomalie termiche marine superficiali più fredde oltre 1°C rispetto alla media è aumentata rispetto a due settimane fa.

La sequenza degli ultimi quattro mesi delle anomalie termiche equatoriali, con termine al 31 agosto, mostra un ulteriore raffreddamento di un vasto volume di acque più fredde del normale presente sotto la superficie dell’Oceano Pacifico tropicale. In qualche regione le acque sottosuperficiali sono state più fredde del normale di oltre 4°C in Agosto. Deboli anomalie calde, hanno iniziato lentamente a svilupparsi sotto la superficie del Pacifico occidentale.

Le acque sottosuperficiali del Pacifico tropicale si sono raffreddate durante le ultime due settimane. La mappa per gli ultimi 5 giorni con fine al 13 settembre mostra un vasto volume di acque più fredde del normale sotto la superficie dell’ Oceano Pacifico tropicale. Nel Pacifico centrale, le acque sottosuperficiali dell’oceano sono più fredde del normale di più di 6°C su scala settimanale.

Dunque la Nina continua a rafforzarsi, tutti gli indici chiave indicano che questo episodio in essere potrebbe prendere le caratteristiche dell’estrema forza,  a suffragare l’ipotesi che la Nina attualmente già su livelli record, nello scorso articolo abbiamo citato lo straordinario valore di MEI per luglio (-1,81, valore più basso  dal 1975), possa ulteriormente rafforzarsi abbiamo due elementi: il primo è quello relativo alle acque sottosuperficiali, che negli ultimi giorni (fino al 13 settembre) registravano un ulteriore raffreddamento portando l’anomalia massima rispetto alla media dai -5°C dello scorso rilevamento ai -6°C dell’ultimo rilevamento, denotando come la progressiva fase di raffreddamento delle acque superficiali iniziata ad inizio anno non accenni a fermarsi, il secondo elemento, indicativo della straordinaria situazione ENSO che stiamo vivendo in questi mesi, deriva dalla forza degli Alisei che non raggiungeva un livello così alto dal 1998. Questi due elementi insieme non solo esprimono l’entità dell’evento ma preludono ad un prossimo ulteriore rafforzamento della Nina (in tal senso il processo di ulteriore raffreddamento delle acque sottosuperficiali è elemento essenziale e precursore) e grazie alla azione degli Alisei che garantiranno un elevato grado di rimescolamento delle acque,  ad una sua estensione anche nelle zone (Asia orientale) in cui ancora l’impronta di questo repentino raffreddamento non è arrivata. Dunque ci aspettiamo un prossimo interessamento di tutto il Pacifico tropicale e un allungamento dei termini di riassorbimento della Nina 2010, come le ultime analisi dei modelli matematici evidenziano in maniera specchiata. Siamo di fronte ad una vera e propria svolta dal punto di vista climatico, come già affermato nello scorso articolo di analisi dei dati NOAA sulle anomalie termiche, questo sconvolgimento in essere nel pacifico non potrà che riverberarsi presto in troposfera dove ci attendiamo, e confermiamo, un possibile vero e proprio crollo delle anomalie termiche globali verso valori anche vicini alla media termica, monitoreremo la situazione in maniera capillare nei prossimi mesi perché i contrasti che si genereranno da questa svolta climatica saranno intensi con conseguenze globali tutte da seguire…

Le previsioni dei modelli matematici interpellati dall’ Agenzia Meteorologica Australiana e raccolti nel grafico soprastante non lasciano dubbi, probabilmente dovremo attendere almeno la prossima estate per registrare un riassorbimento della Nina in corso.Il bollettino e le immagini in esso contenute sono tratte dal sito dell’ Agenzia Meteorologica Australiana www.bom.gov.au, la traduzione italiana vi è offerta da Meteoscienze.


Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Settembre 2010 15:12  
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