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Meteoscienze.it testata giornalistica telematica reg. Tribunale di Taranto n.1750, dir. resp. Alessandra Carpino ENSO MONITORAGGIO CONTINUO LE CONDIZIONI DI NINA PERSISTONO IN PACIFICO
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LE CONDIZIONI DI NINA PERSISTONO IN PACIFICO

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Pubblichiamo la traduzione italiana del consueto aggiornamento quindicinale dell’ Agenzia Meteorologica Australiana relativo all’andamento dell’ ENSO, con breve commento climatologico.

 

Gli indicatori chiave dell’ ENSO riferiti all’atmosfera e all’oceano rimangono su livelli tipici di Nina. La maggioranza dei modelli matematici indica che il Pacifico centrale continuerà a raffreddarsi per i prossimi mesi a venire, suggerendo che La Nina persisterà almeno fino alla fine dell’anno. Sebbene la superficie dell’ Oceano Pacifico tropicale si è riscaldata leggermente negli ultimi quindici giorni, le temperature al di sotto della superficie oceanica sono diminuite nello stesso periodo, suggerendo che il recente trend di riscaldamento sarà probabilmente temporaneo. Il SOI rimane ben al di sotto della soglia di La Nina, la nuvolosità sul Pacifico centrale rimane scarsa e gli Alisei, sebbene indebolitisi leggermente, negli ultimi quindici giorni, continuano a essere più forti rispetto alla media nel Pacifico Occidentale. I periodi di Nina sono solitamente, ma non sempre, associati a piovosità al di sopra del normale  durante la seconda parte dell’anno su larga parte dell’ Australia, con particolare riferimento alle regioni settentrionali ed orientali. Le temperature (sempre in Australia n.d.r.) notturne sono storicamente più calde del normale e l’insorgenza dei Cicloni Tropicali sul nord dell’ Australia è tipicamente più alta del normale durante la stagione dei cicloni (Novembre-Aprile).

L’Oceano Pacifico orientale e centrale ha continuato a raffreddarsi durante luglio. Questa zona dell’oceano si è raffreddata continuamente dal gennaio 2010. La mappa delle anomalie delle temperature superficiali oceaniche (SST) per luglio mostra una vasta area di acque più fredde del normale lungo l’ Equatore a est della linea del cambio data. Gran parte di questa zona ha acque più fredde del normale per questo periodo dell’anno di oltre 1°C. Le anomalie calde eccedenti il grado centigrado rimangono nelle regioni Marittime Continentali.

Se si confrontano le temperature attuali con quelle di due settimane fa, si nota che il Pacifico centrale e orientale si è riscaldato leggermente. Due dei tre indici chiave del Nino hanno subito risalite dei rispettivi valori. Comunque, la mappa della anomalie settimanali delle SST continua a mostrare vaste aree dell’Oceano Pacifico equatoriale dove le SST mostrano temperature più basse del normale di 1°C. Le anomalie calde rimangono evidenti sulle regioni Continentali Marittime.

La sequenza quadrimestrale delle anomalie termiche sottosuperficiali dell’ Oceano Pacifico equatoriale, con fine al 31 luglio, mostrano che un vasto volume di acque più fredde del normale è evidente al di sotto della superficie del pacifico tropicale ormai da molti mesi. In qualche regione le acque sottosuperficiali sono più fredde della media di luglio più di 3°C.

La mappa relativa a cinque giorni con fine il 16 agosto mostra un vasto volume di acque più fredde del normale al di sotto della superficie dell’ Oceano Pacifico. Nel Pacifico centrale, le acque sottosuperficiali sono ora più fredde del normale, per questo periodo dell’anno di 5°C, su una scala settimanale. Se confrontate con due settimane fa il Pacifico centrale si è raffreddato.

Nel mese di luglio l’ indice MEI ha fatto registrare un valore di -1,166, un valore così basso di questo indice non si registrava dal febbraio 2008 (-1,529) e soprattutto non si registrava un indice confrontabile con quello attuale, al secondo mese di passaggio a nina, dall’evento 1988-89 (-1,115 giugno 1988) in assoluto se confermato questo valore rappresenterebbe il più basso mai registrato (da quando ci sono le rilevazioni (1950) al secondo mese di nina. Non sappiamo ancora se questa partenza repentina della Nina 2010 sarà presagio di un evento particolarmente forte, o particolarmente lungo, sicuramente possiamo registrare già due importanti indizi a suffragio della possibile caratteristica strong della Nina a venire. Il primo indizio risiede nelle previsioni dei modelli matematici che ormai da qualche emissione, non solo calcano la mano sul picco negativo delle anomalie medie negative in forte avvicinamento al -1,5°C, ma continuano a procrastinare la possibile uscita dal fenomeno in essere che ormai viene indicata per la prossima estate boreale. Il secondo indizio risiede nell’andamento delle acque sottosuperficiali, vero motore del fenomeno, che dopo qualche settimana di stabilità hanno, in questi ultimi quindici giorni, dato segno di un nuovo raffreddamento raggiungendo in alcune zone anomalie mensili di -3°C e settimanali addirittura al di sotto dei -5°C. Abbiamo sin dall’inizio posto l’accento sulle possibili tinte forti della Nina 2010, non possiamo, al momento, che confermarle, così come ben presto non potremo che apprezzare i relativi effetti sull’andamento climatico troposferico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Agosto 2010 10:27  
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