Diamo nota, come di consueto del bollettino quindicinale dell’ Agenzia Meteorologica Australiana relativo all’ andamento dell’ ENSO.
Tutti gli indicatori nell’ Oceano Pacifico mostrano che siamo attualmente nelle fasi iniziali di un evento di La Nina. I modelli matematici prevedono che il Pacifico centrale continuerà a raffreddarsi nei mesi a venire, indicando come un rafforzamento del fenomeno sia probabile. I segni dell’emergente evento di La Nina sono stati evidenti nel Pacifico equatoriale da molti mesi. Le temperature dell’ Oceano Pacifico si sono raffreddate costantemente nel corso dell’intero anno. Il SOI ha accresciuto il suo valore ed è attualmente intorno a + 21, gli Alisei continuano ad essere più forti della media e la nuvolosità è rimasta scarsa sul Pacifico centrale. Tutti questi indicatori hanno raggiunto o superato i livelli di La Nina. I periodi contraddistinti da Nina sono di solito, ma non sempre, associati con piovosità al di sopra del normale durante la seconda metà dell’ anno su vaste zone dell’ Australia, con particolare riferimento alle regioni orientali e settentrionali. Le temperature notturne sono tipicamente più calde della media e il rischio di Cicloni tropicali per il nord dell’ Australia aumenta durante la stagione dei cicloni (novembre-Aprile).

Durante questo mese le acque del Pacifico centrale hanno continuato a rffreddarsi, più precisamente di 0,4°C in Nino 3 (da -0,3°C a -0,7°C) di 0,5 in Nino 3,4 (da -0,4°C a -0,9°C) di 0,4°C in Nino 4 (0°C a -0,4°C) parliamo naturalmente sempre di anomalie termiche negative, e oggi possiamo dire che tutto il Pacifico equatoriale, tranne quello prospicente l' Australia e l' Indonesia. Fonte Agenzia meteorologica Australiana.

Nelle ultime due settimane in tutte e tre le zone Nino, l' Oceano pacifico si è raffreddato di 0,4°C, nella parte centrale dell' Oceano Pacifico si toccano punte di -4°C, continua ancora una relativa zona calda nel comparto australiano. Fonte Agenzia Meteorologica Australiana.


La mappa per gli ultimi cinque giorni con conclusione al 2 agosto mostra un vasto volume di acque più fredde del normale nelle acque sottosuperficiali dell’ Oceano Pacifico. Nel Pacifico centrale, le acque sottosuperficiali sono più fredde del normale, in alcuni luoghi su scala settimanale, di 4°C. Nel complesso rispetto a due settimane fa il Pacifico centrale si è leggermente riscaldato.
Siamo ormai entrati nella Nina 2010, e tutte le attenzioni sono ormai incentrate su quanto durerà il prossimo evento e quale sarà la sua intensità, se ci affidiamo ai modelli matematici possiamo dire che al momento pare che l’attuale fenomeno possa durare almeno fino alla fine dell’inverno boreale su intensità al momento valutabile come strong. Certamente da tenere d’occhio per il futuro comportamento della Nina 2010 saranno le acque sottosuperficiali che nelle ultime due settimane per la prima volta dopo molti mesi fanno segnare un lievissimo riscaldamento. Vedremo se questo riscaldamento si confermerà, sarà infatti determinante per capire il comportamento futuro della bambinella.

Modelli matematici concordi nel prevedere una Nina strong e alquanto lunga, infatti solo nella prossima primavera boreale si intevvedono segni di ritorno alla normalità. Fonte Agenzia Meteorologica Australiana.








