Pubblichiamo come al solito la traduzione italiana del consueto rendiconto quindicinale dell’ Agenzia meteorologica Australiana sulla situazione ENSO con relativo commento.
Le temperature superficiali nel Pacifico centrale equatoriale hanno continuato a raffreddarsi nel corso delle ultime due settimane, e sono ora generalmente più fredde della media nell’area a oriente del meridiano del cambio di data. Gli alisei nel Pacifico occidentale hanno rinforzato, mentre la nuvolosità vicino al meridiano del cambio di data si è ridotta. Questi indicatori, insieme con il SOI che è stato costantemente positivo da aprile, sono in accordo con le fasi di sviluppo di un evento di nina. La maggioranza dei modelli climatici presi in esame dall’ Agenzia suggeriscono che il trend attuale continuerà, con una significativa probabilità di ulteriore raffreddamento dell’ Oceano al di sotto della soglia di nina, prima della fine dell’inverno australe. Storicamente, circa il 35-40% di El Nino (come quello 2009-10) sono seguiti da un evento di Nina nell’arco dello stesso anno. Dalla combinazione delle tendenze attuali e delle prospettive che suggeriscono i modelli le possibilità di una Nina nel 2010 sono di più rispetto all’evento contrario.

Il raffreddamento dell’Oceano Pacifico tropicale è continuato durante Maggio su tutto il Pacifico centrale. La mappa delle anomalie termiche della superficiale marina per Maggio mostra che piccole aree di anomalie calde rimangono nell’estremo occidente e nell’estremo oriente equatoriale pacifico. Le aree di anomalie calde maggiori di +0.5°C sono già completamente scomparse dalla regione equatoriale, con SST vicine al valore normale su tutto il Pacifico centrale. Una piccola area di anomalie più fredde di -0.5°C appare sull’equatore dalla parte centrale a quella orientale del Pacifico.

Tutti I principali indici legati al Nino del Pacifico hanno subito un raffreddamento nelle ultime due settimane rimanendo però neutri. L’area di anomalie fredde nel Pacifico centrale equatoriale. Le anomalie calde attorno ai continenti marittimi e nel Pacifico tropicale occidentale sono ancora presenti.

La sequenza quadrimestrale delle anomalie termiche delle acque sottosuperficiali dell’ Oceano Pacifico equatoriale mostra la presenza confermata di ampi volumi di acque più fredde del normale in profondità nel Pacifico centrale. Le acque sottosuperficiali nell’estremo oriente del Pacifico equatoriale ha continuato a raffreddarsi a Giugno con anomalie fredde inferiori ai -2°C; mentre le anomalie nel Pacifico centrale persistono sotto i -3°C.

La mappa per gli ultimo 5 giorni con conclusion al 21 giugno mostra un ampio volume di acque sottosuperficiali più fredde del normale del Pacifico equatorial, con anomalie più fredde di 4°C rispetto al normale per questo period dell’anno. La piccola area di debole anomalia calda in prossimità della superficie dell’estremo oriente Pacifico presente due settimane fa si è dissipata.

Dunque il raffreddamento continua, la Nina, è ormai nelle cose, non potrà far altro che manifestarsi già probabilmente nel corso del prossimo mese di luglio, le acque sottosuperficiali in continuo raffreddamento, come già detto in altri articoli, poi potrebbero dare all’episodio ormai in procinto di essere, una magnitudo di tutto rispetto. In questo contesto vi invito a osservare la progressiva risalita della massa più fredda delle acque sottosuperficiali, ormai in procinto di trasferirsi sulla superficie dando vita alla Nina 2010. Vedremo nelle prossime settimane come si evolverà la bambinella.








