Diamo ,come al solito, nota dell'andamento dell' ENSO attraverso la traduzione italiana e il commento del consueto bollettino quindicinale dell' Agenzia Meteorologica Australiana.
L’ Indice di Oscillazione meridionale (SOI) è bruscamente sceso nel corso degli ultimi quindici giorni. Benchè un indebolimento degli Alisei abbia contribuito a questa discesa, essa può largamente essere attribuita all’attività ciclonica tropicale in prossimità di Tahiti, piuttosto che ad un nuovo rinvigorimento del Nino. Tutto ciò è supportato dalle temperature superficiali nel Pacifico centrale, che si sono portate più vicine alle loro condizioni normali durante le ultime due settimane, sebbene rimangano ancora su livelli tipici di eventi di El Nino. Comunque, l’indebolimento degli Alisei ha condotto ad un certo riscaldamento delle temperature sottosuperficiali marine, che potrebbero prolungare il decadimento di questo evento di El Nino nel Pacifico. Alla stessa maniera, i modelli climatici suggeriscono che le temperature dell’ Oceano Pacifico tropicale diminuiranno gradualmente verso valori neutri, sebbene probabilmente rimarranno sopra la soglia tipica di El Nino durante l’autunno australe. I modelli consultati ultimamente non mostrano per nulla alcuna indicazione di rinvigorimento del Nino per la stagione 2010. La recente piovosità in Australia appare piuttosto tipica dei passati declini degli eventi di El Nino. Il gennaio 2007, febbraio 2003, aprile 1998, gennaio 1995, marzo 1983, e febbraio 1973, hanno tutti prodotto buona piovosità alla fine dell’evento di El Nino.

Si ridimensiona notevolmente l'anomalia termica oceanica nel Pacifico centrale, siamo ormai per gran parte del territorio al di sotto dei 2°C di anomalia positiva.Fonte: Agenzia Meteorologica Australiana.

La vera grande anomalia di questi ultimi quindici giorni, la caduta del SOI su livelli bassissimi. Fonte Agenzia Meteorologica Australiana.
Importanti novità dunque in questo aggiornamento dell’ ENSO risalente a ieri. Infatti oltre all’inusuale caduta del SOI, proprio adesso che la fase di ENSO pare lentamente esaurirsi, legata comunque alle condizioni bariche in zona tropicale, interessata infatti da un ciclone vicino a Tahiti, l’indebolimento degli alisei e il conseguente riscaldamento delle acque superficiali tenderebbe ad allungare i tempi di esaurimento della anomalia positiva del Pacifico centrale allungando quindi la fase di ENSO+ forse fino a giugno, a tal proposito viene spiegato il motivo di questo indebolimento degli Alisei di cui riportiamo la traduzione:

Andamento termico degli ultimi cinque giorni (fino al 15 febbraio) delle acque sottosuperficiali oceaniche del Pacifico. Evidente la forte anomalia postiva del pacifico centrale con anomalia superiore ai 4°C .Fonte Agenzia Meteorologica Australiana.
La sequenza quadrimestrale delle anomalie termiche sottosuperficiali mostra il raggiungimento del picco di anomalia positiva nel mese di novembre con una anomalia di +4°C nella zona compresa fra il 110° e il 140 meridiano W. Nei mesi di dicembre e gennaio una debole anomalia negativa nell’Oceano Pacifico occidentale si è propagata vero est raffreddando le acque sottosuperficiali del pacifico orientale e centrale. Una recente mappa delle anomalie delle acque sottosuperficiali degli ultimi cinque giorni, con conclusione il 15 febbraio, mostra che un gran volume di acque più calde del normale persiste sotto la superficie del pacifico centrale e orientale, con anomalie superiori ai 4°C nel Pacifico centrale. Se confrontiamo questa mappa con quella di due settimane fa, registriamo come la sottosuperficie del pacifico occidentale è più calda nel pacifico centrale. Ciò è probabilmente il frutto di una irruzione di venti occidentali nel Pacifico occidentale durante le ultime due settimane di gennaio, associata con il movimento della MJO (Mudden Julian Oscillation) nel Pacifico occidentale. Una fase attiva di MJO (ricordiamo che una fase attiva di MJO significa l’insorgere di importanti attività connettive in zona tropicale esplicate in intensi fenomeni temporaleschi e piogge in propagazione dall’ Oceano Indiano verso est) si è propagata verso est nel Pacifico occidentale durante le ultime due settimane di gennaio, producendo forti venti occidentali nel Pacifico occidentale. Queste tempeste di vento occidentale si sono propagate ulteriormente verso est nel Pacifico centrale durante le prime due settimane di febbraio, con il flusso orientale degli Alisei confinato nuovamente nell’estremo Pacifico occidentale. Gli Alisei rimangono sostanzialmente normali nel Pacifico orientale.
Ecco quindi che questo comportamento della MJO rischia di ritardare la normalizzazione delle condizioni di surriscaldamento del Pacifico con una previsione di uscita dal Nino che ormai viene rimandata a giugno, cioè all’inizio dell’inverno australe.
N.B. I nostri approfondimenti sono tratti dall’ Agenzia Meteorologica Australiana per cui i termini geografici occidentale e orientale vanno riferiti alla zona australiana, per cui quello che per noi è il Pacifico orientale (India, Malesia, Indonesia) per l’ Agenzia Meteorologica Australiana corrisponderà al Pacifico occidentale, mentre con i termini di Pacifico orientale loro intendono invece le zone prospicienti l’ America latina.








