Diamo, come al solito, nota del consueto rapporto bisettimanale dell' Agenzia Meteorologica Australiana.
Le temperature superficiali marine dell’ Oceano Pacifico rimangono sui livelli di El Nino maturo. Durante gli ultimi quindici giorni gli Alisei sono rimasti deboli sull’ Oceano pacifico centrale, con conseguente ulteriore riscaldamento delmare sottostante. Come risultato, le temperature superficiali dell’ Oceano Pacifico centrale sono ora al loro più caldo livello dall’ El Nino del 1997-98, superando le temperature osservate sia durante gli eventi del 2006-07 che durante gli eventi del 2002-2003. Durante la passata settimana, sono emerse lungo l’ equatore piccole regioni con temperature superiori alle medie di 3°C. I principali modelli mondiali continuano a suggerire che le temperature dell’oceano tropicale stanno raggiungendo il loro picco, e rimarranno al di sopra della soglia tipica del Nino per tutta l’estate australe iniziando a raffreddarsi successivamente. Negli ultimi quindici giorni l’indice SOI è sceso leggermente e rimane su livelli tipici di El Nino. Similmente la copertura nuvolosa e la piovosità vicino all’equatore rimangono elevate, mentre la piovosità in Australia orientale rimane bassa; tutti elementi tipici di eventi Nino. Comunque, l’influenza di eventi di El Nino sulla piovosità australiana declinano fra dalla metà alla tarda estate.
Rimangono forti le anomalie in Pacifico centrale
Il SOI rimane sostanzialmente stabile su valori fortemente negativi nel mese di dicembre
IN SINTESI
·La superficie dell’oceano Pacifico rimane significativamente più calda rispetto alle medie storiche nelle aree centrali e orientali.
·Le acque sottosuperficiali dell’ Oceano Pacifico tropicale rimangono più calde della media storica
·L’ultimo dato approssimato del SOI mensile è di -10; il valore mensile di novembre è stato di -7. Il SOI è rimasto sostanzialmente stabile in dicembre
·L’intensità degli Alisei è rimasta fiacca in tutto il Pacifico
·Le zone nuvolose in prossimità della linea del cambio data sono cresciute negli ultimi quindici giorni
·Siamo di fronte a un evento di El Nino moderatamente forte, i principali modelli internazionali presi in considerazione dall’ Agenzia meteorologica australiana prevedono che l’ El Nino persisterà per l’intera estate australiana, ma declinerà subito dopo.
Come è facile osservare da questa carta delle anomalie oceaniche del 16 dicembre, è indubbio che il Bambinello proprio nel momento in cui dovrebbe concludere naturalmente la sua corsa verso l' America meridionale, invece quest'anno si fermi ben prima delle coste peruviane dove invece predominano addirittura anomalie negative.
Bene, dunque ci troviamo di fronte al più forte evento di El Nino dal 1997-98, con una valore di MEI che senza dubbio potrà avvicinare e anche superare nel mese di dicembre il valore di 1.5, infatti il riscaldamento delle zone equatoriali pacifiche risulta ancora oggi in crescita, e la stessa Agenzia Australiana di Meteorologia considera moderatamente forte l’evento in essere. E’ indubbio, però, che esso abbia avuto i massimi effetti nella parte centrale pacifica, e le stesse anomalie delle temperature superficiali oceaniche dell’ultima settimana, testimoniano che l’ El Nino 2009 pur raggiungendo valori notevoli in Pacifico centrale non abbia sfondato, e non sfonderà probabilmente, in direzione dell’ America meridionale. Si tratta dunque, sicuramente di un evento di El Nino anomalo, perché mancante proprio della sua naturale conclusione climatica (il riscaldamento delle acque peruviane e più in generale di tutte le acque equatoriali sud americane) potremmo addirittura dire, all’indomani del Santo Natale, come il “Bambinello climatico” atteso nelle lande sud americane quest’anno in realtà non sia arrivato. Le conseguenze di ciò a livello climatico andranno senza dubbio valutate attentamente, ma la grande onda gelida che ha interessato l’ Europa nel corso di questo dicembre potrebbe essergli correlata. Ricordiamo e ricorderemo fino alla fine di questo semestre freddo, come l’ultimo El Nino dalle caratteristiche siffatte viene fatto risalire alla stagione 1986-87, con un andamento climatico molto simile a quello attuale, ma con gli effetti maggiori concentrati in Dicembre e in Marzo con due notevoli split del VP con conseguenze in zona europea notevoli. Vedremo se l’anno in corso seguirà le orme di quella stagione.
Ultimo aggiornamento Domenica 27 Dicembre 2009 17:06
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