Diamo nota, come di consueto, del bollettino bisettimanale dell' Agenzia Meteorologica Australiana, in rapporto allo stato del Nino 2009.
Gli Alisei durante i passati quindici giorni hanno registrato un andamento pressochè normale. Come risultato, piccoli cambiamenti sono avvenuti sulle temperature dello ceano pacifico equatoriale, ed esse sono rimaste sui livelli più alti dall'episodio di El nino del 2002. L'indice SOI negli ultimi 30 giorni, è risalito, ma rimane sui livelli tipici di eventi di El Nino. I maggiori modelli climatici mondiali prevedono che le temperature dell'oceano tropicale rimarranno al di sopra della soglia caratteristica per eventi di El Nino per il primo trimestre del 2010. Altri indicatori continuano a suggerire come El Nino si ain fase di maturazione. Il quadro delle temperature dell'Oceano Pacifico sempre più conforme a quello degli eventi del Nino passati, con un riscaldamento delle zone meridonali equatoriali, centrali e orientali dell' Oceano Pacifico e un raffreddamento del Mar dei Coralli. L' oceano stesso è ora più alto di circa 20 cm rispetto al normale sulle zone che vanno dal centro alla parte orientale equatoriale pacifica. Similmente le ultime osservazioni satellitari settimanali registrano un aumento delle zone di sereno a cavallo del meridiano di cambio data ed uno spostamento verso il nord est delle regioni del Sud Pacifico, delle zone a maggior piovosità.
Il Pacifico centrale fa ancora segnare valori intorno ai 2° di anomalia positiva, ma l' episodio 2009 conferma di non riuscire a sfondare a ovest. Fonte Agenzia Meteorologica Australiana
L'indice SOI in risalita rispetto al recente passato, indica probabilmente la fase di imminente maturazione del Nino 2009. Fonte Agenzia Meteorologica Australiana
In sintesi
L'Oceano Pacifico tropicale rimane più caldo rispetto alla media storica nelle regioni centrali e orientali, con un quadro tipico di condizioni di El Nino.
La superficie sottostante alle acque superficiali del pacifico Tropicale rimangono più calde rispetto alla media storica con temperature nell'ordien di 5°C superiori alla media in molte regioni.
L'ultimo dato approssimato del SOI è -10; il valore mensile per Ottobre è stato di -15. Il SOI è risalito recentemente dopo la rapida caduta di Ottobre.
Gli Alisei hanno registrato un andamento pressochè normale sul Pacifico tropicale
Le zone di sereno in prossimità del meridiano del cambio di data sono cresciute recentemente
La maggioranza dei principali modelli matematici internazionali esaminati dall' Agenzia Meteorologica Australiana prevedono che le condizioni di El Nino persisteranno durante l' estate australe.
Gli anni 2000, con questo ultimo episodio di El Nino, mostrano la decisa inversione di tendenza rispetto al decennio precedente, chi pensava, come l' IPCC, a fenomeni di El Nino sempre più lunghi e potenti, viene smentito dai fatti: gli episodi di El Nino divengono sempre più brevi e meno intensi. Fonte NOAA
Queste dunque le risultanze riscontrate dall' Agenzia meteorologica australiana per gli ultimi 15 giorni di novembre. Insomma, l' El Nino 2009 non sfonderà verso l' America Latina, ma nella zone central pacifiche risulterà probabilmente il più forte evento dal 2002. Nulla di eclatante, per carità, si resterà probabilmente al di sotto degli 1.5 di MEI quando a novembre l'evento raggiungerà statisticamente il picco. In questo contesto la risalita del SOI appare premonitrice di una maturazione ormai imminente di questo episodio 2009. Dunque El Nino che alla fine non rispetterà le attese e chiuderà ben al di sotto delle pessimistiche previsioni di aprile scorso? Probabilmente...e considerando che il passaggio verso una condizione di Nina è previsto dai più autorevoli modelli nella prossima primavera boreale, questo episodio potrebbe alla fine confermare un dato di fatto dai più trascurato: gli eventi di El Nino di questo ultimo decennio hanno marcato una notevole discontinuità rispetto a quegli degli anni '90, essi infatti dopo l'episodio del 1998, appaiono più deboli e sempre più brevi, come la figura allegata mostra, a mio parere, ma avremo tempo per disquisirne con calma, siamo di fronte a un ennesimo segno della prossima inversione di tendenza delle temperature globali in pieno accordo con il sempre più vistoso calo dell'attività solare. Come ormai più volte detto i primi segni premonitori del cambio saranno visibili sulle dinamiche climatiche delle quali fenomeni come l' ENSO, i monsoni, gli uragani, sono effetti tangibili, poi passeremo al crollo termico. L'entità dell'influenza solare sul clima sarà ben presto ben evidente.
Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Novembre 2009 15:01
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