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Meteoscienze.it testata giornalistica telematica reg. Tribunale di Taranto n.1750, dir. resp. Alessandra Carpino ENSO MONITORAGGIO CONTINUO ESTRATTO DEL BOLLETTINO SUL NINO DELL’AGENZIA METEOROLOGICA AUSTRALIANA: 1-14 OTTOBRE
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ESTRATTO DEL BOLLETTINO SUL NINO DELL’AGENZIA METEOROLOGICA AUSTRALIANA: 1-14 OTTOBRE

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Riportiamo come al solito la traduzione del bollettino dell' Agenzia metereologica australiana circa l'andamento del Nino 2009.

Le temperature delle acque dell’oceano Pacifico si sono riscaldato maggiormente rispetto agli scorsi quindici giorni, in risposta alla debolezza degli Alisei, e rimane sui livelli tipici degli eventi di El Nino. I principali modelli matematici mondiali prevedono che le acque rimangano oltre questa soglia fino alla prima parte del 2010. Il recente indebolimento degli Alisei e il corrispondente aumento delle temperature nel Oceano Pacifico centrale potrebbe avere come risultato un ulteriore aumento delle acque Pacifiche orientali durante la prossima settimana. Mentre siffatte condizioni sono abbastanza tipiche durante episodi di El nino, i valori dell’ Indice di oscillazione meridionale (SOI) e il quadro della nuvolosità in zona tropicale rimangono inconsistenti rispetto alle condizioni normali di El Nino. A dispetto di ciò, il quadro delle precipitazioni dell’ Australia orientale negli ultimi tre mesi è in generale in accordo con gli impatti sul clima derivanti da eventi di El nino.

 

Buona parte del Pacifico equatoriale ha temperature superficiali superiori al normale, anche di 1°C. Fonte Agenzia australiana di metereologia

 

DETTAGLI

La superficie marina dell’ Oceano Pacifico rimane significativamente più calda rispetto alla media storica sulla maggior parte delle regioni interessate da questo evento. Le anomalie delle acque superficiali marine del mese di settembre mostra che il riscaldamento copre la maggior parte dell’ Oceano Pacifico, con anomalie in eccesso di 1°C evidenti in buona parte dell’ Oceano Pacifico centrale ed orientale. Le anomalie termiche calde che si possono rilevare a ovest della posizione di NINO4, nella regione australiana, sono inusuali per un evento di El nino. Solitamente queste regioni sono in media più fredde rispetto alla norma in occasione di eventi di El nino. L’indice mensile per El nino in settembre è stato di +1.0°C, +0.9°C e +0.8°C per rispettivamente, NINO3, NINO3-4, NINO4. Quando confrontiamo questi dati con quelli di agosto, notiamo leggere differenze.

In termini di dati settimanali, i più recenti indici del Nino sono +0.8°C, +0.8°C e 1.2°C per NINO3, NINO3-4, NINO4, rispettivamente. Quando confrontiamo questi valori con quelli di due settimane fa, la zona di NINO4 ha subito un riscaldamento significativo con un aumento di 0.5°C, e ora rappresenta il valore settimanale più alto dall’inizio del 2009. Durante lo stesso periodo la zona di NINO3 si è leggermente raffreddata di 0.1°C, mentre la zona di NINO3-4 ha mantenuto invariato il suo valore. Rispetto alle due ultime settimane la superficie oceanica si è riscaldata nel Pacifico centrale mentre si è leggermente raffreddata sull’estremo ovest Pacifico e sulla zona al di spora del Mar dei Coralli.

Gli alisei hanno recentemente rallentato sull’ equatore pacifico. Gli alisei sono stati consistentemente più calmi rispetto alle medie storiche a ovest del meridiano del cambio data sin dalla metà dell’ autunno. A est del meridiano del cambio di data, la forza degli alisei è stata generalmente vicina alla normalità nei mesi recenti. Comunque, fin dall’inizio di ottobre, l’intensità si è indebolito e quindi la corrente ad essi collegata si è fatta più debole rispetto alla media storica su tutto il Pacifico equatoriale.

Il SOI torna negativo, ma siamo lontani dai valori caratteristici di un evento di El nino. Fonte Agenzia Metereologica australiana.

La SOI non mostra ancora una chiaro trend ascrivibile ad un evento di El nino. Il valore riferito agli ultimi 30 giorni è un neutro -1 (12 ottobre). Il valore per settembre è di +4. Il SOI è solitamente inferiore ai -7 durante episodi di El nino.

Sebbene recenti previsioni dei modelli matematici hanno ridotto il picco caldo atteso nell’ Oceano Pacifico, 5 di 7 modelli internazionali rilevati dall’ Agenzia Metereologica prevedono che l’anomalia calda in Pacifico persisterà sui livelli di El nino fino alla fine dell’ estate australiana. Molti modelli hanno previsto che le anomalie termiche dell’ Oceano pacifico inizieranno a calare da marzo del prossimo anno, che è il tipico momento di decadenza di un evento di El nino. Recenti previsioni mostrano un riscaldamento stabile con anomalie superficiali termiche oceaniche al di sopra della soglia di El Nino nella prima parte del 2010 con un picco durante i mesi estivi.

Chiudo questo aggiornamento dell’ Agenzia metereologica australiana, con alcune annotazioni a margine. Inutile infatti ormai parlare dello strano El Nino 2009, strano perché pieno di anomalie e soprattutto perché ormai previsto dalla maggior parte dei modelli molto breve e poco intenso. Voglio però marcare una correlazione molto interessante che ho trovato su un interessante articolo di Guido Guidi, che lega intensi stratwarming a episodi di El Nino, dovuti probabilmente alla maggiore attività, indotta dall’ Nino, della cosiddetta Est Asian Low, figura determinante affinchè la configurazione stratosferica di wave1 passi con la classica evoluzione a tenaglia in wave2 con il conseguente split del VP e il totale blocco troposferico caratteristico delle più forti irruzioni a carattere freddo della storia. Ecco che ci spieghiamo l’episodio di Major Warming del 1987 che portò lo storico freddo marzo 1987. Vedremo allora come si comporterà la stratosfera quest’anno, ma fra nino debole, QBO negativa, minimo solare, potremmo veramente vivere momenti molto intensi nella stagione che arriva.



Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Ottobre 2009 14:50  
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