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ENSO BOLLETTINO 30 SETTEMBRE: RESTANO MOLTI DUBBI SULL'EVOLUZIONE FUTURA DEL NINO 2009 PDF Stampa E-mail
Scritto da Lubelli Fiorentino Marco   
Mercoledì 30 Settembre 2009 21:21

Diamo come al solito conto del bollettino dell' Agenzia metereologica australiana sull'andamento dell' ENSO.

Nonostante un leggero raffreddamento durante gli scorsi 14 giorni, le temperature dell’ Oceano Pacifico rimangono quelle tipiche di un evento di El nino. Questo riscaldamento è previsto persistere fino all’ ultima parte dell’anno dai maggiori modelli climatici.

Mentre le temperature nel Pacifico centrale sono rimaste quelle tipiche di un vento di El nino nei tre mesi passati, il SOI è rimasto neutro nello stesso periodo, e oggi ha un valore di +3 . Allo stesso modo nè la copertura nuvolosa nel Pacifico nè il regime degli alisei ha mostrato segnali denotanti un prossimo forte evento El nino. L’apparente debolezza del traferimento degli effetti dall’oceano all’atmasfera, può essere messa in relazione con l’inusuale quadro di riscaldamento del Pacifico, con la zona più occidentale del Pacifico, il Mar dei Coralli, e le acque della costa nord dell’ Australia più calde rispetto a quello che si si sarebbe aspettati durante un evento di El nino.

 

Il SOI rimane ancora positivo solitamente durante eventi di El nino questo indice deve essere negativo. Fonte www.bom.gov.au

 

Mentre l’apporto pluviometrico negli ultimi tre mesi è rimasto al di sotto della media in gran parte dell’ Australia orientale, l’ Australia meridionale da questo punto di vista è andata meglio. Tale quadro precipitativo è simile a quello riscontrato durante l’evento di El nino 1991. Le temperature australiane sono state eccezionalmente calde in molte aree, superando i valori rilevati negli altri episodi di El nino.

 

La superficie marina rimane significativamente più calda rispetto alla media storica lungo la maggior parte dell’ Oceano Pacifico tropicale, oltrepassando la soglia di El nino da ovest del meridiano di cambio data fino alle coste dell’ America meridionale.

L’acqua al di sotto della superficie marina si è gradualmente raffreddata da giugno, pur rimanendo leggermente più calda rispetto alle medie storiche lungo gran parte della zona che va dal Pacifico centrale a quello orientale

Gli ultimi 30 giorni hanno visto un valore di SOI di +3, mentre il valore di agosto è stato di -5.0. Il SOI è neutro e non da segnali tipici di un evento di El nino.

Gli alisei sono vicini all’intensità normale a est del meridiano di cambio data, mentre le anomalie dei venti occidentali continuano a dominare a est del meridiano di cambio data.

Coerentemente con un El nino in sviluppo, le zone di sereno in prossimità del meridiano di cambio data sono state più vaste del valore normale nell’ultimo mese. Comunque, se confrontati con altri episodi di El nino, l’attuale trend di incremento di questo indice è debole.

PREVISIONI MODELLI

Il riscaldamento dell’oceano pacifico dei prossimi mesi è previsto ora da tutti i modelli essere più moderato rispetto al riscaldamento previsto nelle precedenti previsioni. Comunque molti modelli continuano a prevedere che i valori di SST rimarranno al di sopra della soglia di El nino per la restante parte del 2009. Recenti previsioni del modello POAMA utilizzato giornalmente dall’ agenzia metereologica australiana, mostra un riscaldamento stabile con SST al di sopra della soglia di El nino nella prima parte del 2010, con un picco raggiunto nei mesi estivi.

Ci sono cose molto interessanti da sottolineare a proposito di questo ultimo bollettino. In prima istanza vorrei partire dalla citazione fatta dall’ agenzia australiana a proposito del evento di El nino 1991. Non a caso questo anno è stato citato anche da noi in altri articoli come particolarmente simile all’ attuale, ma in questo articolo voglio sottolineare la relazione di eccezionalità di quell’episodio rispetto agli altri eventi di El nino, dovuti in quella circostanza a un evento eccezionale che sconvolse la troposfera e la stratosfera: l’ eruzione del Pinatubo, del giugno precedente. Ebbene, se in quella circostanza l’anomalia nell’andamento di quell’evento risultò essere dovuta a quell’eccezionale fenomeno, oggi a quale fenomeno dobbiamo imputare questo inusuale comportamento del nino? Noi un’idea ce la siamo fatta, e i nostri lettori la conoscono ormai da mesi, il minimo solare sta sconvolgendo in maniera netta tutti i regolatori climatici e il nino di quest’anno potrebbe esserne l’ennesima prova, lasciamo ad altri articoli le possibili spiegazioni climatiche degli strani comportamenti del nino 2009, ma gli stessi enormi passi indietro che la stessa agenzia metereologica australiana oggi ammette per la prima volta, rispetto alle iniziali previsioni di "nino strong" dei principali modelli la dice lunga sull’attuale confusione previsionale che regna nel panorama modellistico mondiale, questa difficoltà di previsione, a nostro parere costituisce un altro segno di una perturbazione nell’equilibrio climatico che ancora i climatologi faticano ad accettare e a modellizzare. Continuiamo dunque a collezionare pezzi del puzzle climatico di un cambiamento imminente.



Ultimo aggiornamento Giovedì 01 Ottobre 2009 22:16
 
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