Diamo, come al solito, conto del consueto aggiornamento sull’ ENSO dell’Agenzia Meteorologica australiana con breve commento climatico.
Il costante raffreddamento dell’Oceano Pacifico centrale registrato dall’inizio dell’inverno australe ha accresciuto le possibilità di un ritorno della Nina durante l’ultimo quadrimestre del 2011. Attualmente gli indicatori ENSO stanno avvicinandosi ai valori tipicamente associati con eventi di La Nina.
Comunque, le temperature oceaniche non hanno ancora raggiunto la soglia critica, mentre l’indicazione dei modelli climatici riguardo i loro futuri trends è ancora incerta. Alcuni modelli indicano solo un modesto raffreddamento derivante da un evento di La Nina debole, ma altri prevedono un più forte raffreddamento al di sotto della soglia di La Nina durante la primavera meridionale. Una minoranza prevede un piccolo o assente raffreddamento. Prendendo per intero tutte le previsioni, c’è una certa aspettativa che il trend indirizzato verso La Nina continuerà.
Se La Nina prenderà forma, gli indicatori attuali dicono che essa sarà più debole rispetto al forte evento del 2010-11.
Le anomalie termiche superficiali marine lungo la zona tropicale dell’Oceano Pacifico si sono raffreddate durante il mese di agosto, se confrontate con quelle di luglio. La mappa delle anomalie superficiali marine per agosto mostra anomalie fredde lungo l’equatore in gran parte del Pacifico centrale equatoriale. Una piccola area di acque più calde del solito rimane nell’estremo oriente Pacifico equatoriale.
Se confrontata con quella di due settimane fa, le anomalie termiche superficiali marine settimanali hanno continuato a raffreddarsi sull’ Oceano Pacifico equatorial central e orientale. La mappa delle anomalie nelle SST per la settimana con conclusione il 14 settembre mostra anomalie fredde vicino all’equatore nel Pacifico centrale di più di 2°C più fredde del normale per questo periodo dell’anno.
La sequenza quadrimestrale delle anomalie termiche equatoriali delle acque sottosuperficiali dell’Oceano Pacifico, ad agosto, mostra una vasta area di anomalie termiche fredde lungo il Pacifico central e orientale. Le anomalie nel Pacifico centrale sono di oltre 3°C più fredde della media. L’estensione delle anomalie positive nel Pacifico occidentale ha continuato a decrescere durante il mese di agosto.
Se confrontato con quelle di due settimane fa, la temperature delle acque sottosuperficiali del Pacifico centrale tropicale si sono raffreddate così come il volume delle acque più fredde del normale è cresciuto (guarda la mappa per gli ultimi 5 giorni con fine il 12 settembre). Le anomalie in questa regione rimangono di più di 2°C più fredde del solito, per questo periodo dell’anno.
Dunque anche l’Agenzia Meteorologica Australiana, lascia ogni cautela e annuncia l’arrivo della Ninaper il prossimo inverno. Si tratta quello della per così dire “Nina recidiva” un fenomeno non inusuale per l’andamento dell’ ENSO, infatti è capitato spesso che episodi di La Nina occupassero più di un anno, pensare che quella che iniziò nell’autunno del 1998 si concluse nel marzo-maggio del 2001, ma senza andare molto lontano nel tempo, la Nina che iniziò nel maggio del 2007 si concluse nel marzo del 2009. E’ anche vero che per intensità l’attuale Nina (possiamo infatti considerare senza soluzione di continuità l’attuale evento) possa essere confrontata solo a quelle degli anni settanta per i quali avemmo due episodi (1970-72) e (1973-1976) entrambi molto lunghi: il primo 24 mesi e il secondo 36 mesi. Per il momento l’attuale episodio fa segnare 15 mesi ininterrotti di indice MEI negativo (ultimo dato registrato -0,503 in sensibile diminuzione rispetto al mese precedente), evento che non si verificava dal settembre del 1999. Insomma siamo probabilmente di fronte alla Nina più potente dagli anni ’70 e questo andamento non potrà che influenzare in primis le temperature medie globali che dovranno a questo punto segnare una stasi nel recente riscaldamento, e in secundis sul clima meteorologico dei prossimi mesi e soprattutto dell’inverno. Diciamo subito che nessuno dei climatologi pensava ad un nuovo inverno sotto l’influenza della “bambinella” e diciamo inoltre che solo in altri quattro inverni (1962-63;1974-75;2000-2001;2008-2009) abbiamo avuto il contemporaneo verificarsi di una recidiva della Nina e di condizioni di QBO negativa (infatti altro parametro interessante da sottolineare è il passaggio nello scorso luglio di questo indice dei venti in quota a 30 Mb in territorio negativo -0,49) e tre volte su quattro gli inverni che seguirono furono per lo più anonimi tranne in quello del 1962-63 che conosciamo come uno fra i più freddi del secolo. Saremo più precisi in seguito sulle nostre previsioni a lungo termine sul prossimo semestre freddo, anche perché, come sapete ci sono altri parametri teleconnettivi che entreranno in gioco, non per ultimo quello solare. Per il momento, dunque, confermiamo che l’inverno 2011-2012 sarà sotto influenza della Nina probabilmente debole-moderata, ancora non è definibile se sarà east based o west based, ne parleremo meglio in seguito, difficile fare previsioni, mai come quest’anno.
La maggioranza dei modelli vede un prossimo inverno contraddistinto da una recidiva Nina...vedremo se sarà debole come la maggioranza delle previsioni indica. Fonte www.bom.gov.au.








