Diamo, come al solito, nota del bollettino quindicinale dell’ Agenzia meteorologica Australiana sull’andamento dell’ ENSO.
Persistono nel Pacifico tropicale condizioni di ENSO neutra, con la maggior parte degli indicatori oceanici e atmosferici vicini ai valori normali. Le temperature dell’ Oceano Pacifico sono diminuite nel corso dello scorso mese, ma rimangono all’interno dell’intervallo di normalità. Gli indicatori atmosferici dell’ ENSO così come gli Alisei e la nuvolosità in prossimità della linea del cambio data hanno oscillato attorno a valori normali.
La maggioranza dei modelli climatici internazionali prevedono che le condizioni di neutralità dell’ ENSO siano destinate probabilmente a continuare per il resto dell’inverno meridionale e durante la prossima primavera con possibilità di uno sviluppo del Nino considerate attualmente scarse. Infatti, più modelli ora prevedono un prossimo raffreddamento nella prossima stagione.
Se confrontati con il precedente mese, le anomalie termiche superficiali marine (SST) per giugno hanno continuato a riscaldarsi sulla superficie dell’ Oceano Pacifico tropicale. La mappa delle anomalie termiche per giugno mostra che le anomalie lungo la gran parte dell’equatore sono state normali per questo mese.
Le anomalie termiche superficiali marine settimanali nell’ Oceano Pacifico equatoriale centrale sono rimaste relativamente immutate, se confrontate con quelle di due settimane fa. La mappa delle anomalie delle SST per la settimana con conclusione il 31 luglio mostra temperature vicine al normale lungo la prossimità dell’ equatore, con piccole aree delle anomalie delle SST più calde di 1°C rispetto al normale per questo periodo dell’anno nell’estremo oriente del Pacifico equatoriale.
La sequenza quadrimestrale delle anomalie delle acque sottosuperficiali dell’ Oceano Pacifico equatoriale, con termine alla fine di luglio, mostra piccole anomalie termiche fredde in parte dell’oriente e Pacifico centrale. Le anomalie negative, in gran parte di questa area eccedono di 1°C la media, con una piccola area nel Pacifico centrale con anomalie negative maggiori di 2° C rispetto alla media. L’estensione delle anomalie positive nel Pacifico occidentale ha continuato a diminuire rispetto allo scorso mese.
Se confrontato con due settimane fa, le temperature sottosuperficiali dell’ Oceano Pacifico tropicale sono diminuite (guarda la mappa degli ultimi 5 giorni con conclusione l’ 1 agosto). Le anomalie nella regione centrale sono ora più basse di 3°C rispetto alla media, per questo periodo dell’anno. Le anomalie calde delle acque sottosuperficiali nell’estremo Pacifico orientale hanno continuato a raffreddarsi.
Come si può evincere in tutta l’analisi dell’articolo testé pubblicato appare evidente come sia lontano qualsivoglia possibile ritorno di una fase di El Nino, appare invece sempre più evidente un possibile ritorno della Nina nella stagione invernale. Infatti sia il raffreddamento sempre più convinto delle acque sottosuperficiali, sia il sempre più evidente viraggio di alcuni modelli matematici verso anomalie negative proprio nel trimestre invernale ci fanno pensare che ciò che fino a qualche settimana fa poteva sembrare una previsione azzardata diventa ad ogni nuovo bollettino una sempre più affidabile certezza: La nina 2010 potrebbe presto avere un seguito e questo seguito potrebbe segnare il prossimo inverno boreale. E’ evidente che una notizia del genere ha diversi risvolti climatici: in primis il possibile permanere dell’attuale frenata del GW dopo un 2010 da record, in secundis sensibili effetti sull’inverno che viene. A tal proposito molti sono i parametri che dovremo considerare prima di poter iniziare a dare una tendenza per il prossimo semestre freddo, infatti oltre all’ ENSO saranno determinanti la QBO in accoppiata con l’andamento del ciclo solare che, se come sembra, dovesse iniziare a esprimere forti tempeste geomagnetiche potrebbe influenzare anch’esso la stagione invernale. Insomma ancora tanti i tasselli da disporre, un fatto però appare certo l’ El Nino appare sempre più lontano.
Se si fa un raffronto fra l'andamento dei clusters mollestici riferiti all' ENSO nelle scorse settimane e quello di questo ultimo bollettino, appare evidente come in media l'andamento sia "virato" verso il basso, addirittura moltissimi clusters vedono ora una recrudescenza della Nina per la fine dell'estate, ma più importante sempre di più sono i modelli che vedono una recrudescenza dell' ENSO negativa per il prossimo inverno, insomma nessun nino all'orizzonte, tuttalpiù NINA DEBOLE.








