Diamo conto del consueto bollettino ENSO con successive comment climatico.
Condizioni di ENSO neutro si sono decisamente stabilite sull’Oceano Pacifico tropicale, con la maggior parte degli indicatori oceanici e atmosferici su valori vicino a quelli normali. La maggioranza dei modelli di previsione internazionale dell’ENSO mostrano che condizioni neutrali sono probabilmente destinate a continuare nella primavera australe, con previsioni di temperature più basse rispetto a quelle che erano previste qualche mese fa.
L’influenza dello IOD sulla piovosità australiana è attualmente neutro. Il nostro modello climatico, POAMA, ha previsto un evento di IOD positivo durante questo inverno, sebbene non ci siano ancora evidenze di un tale evento in questa fase. In passato, eventi di IOD positivi sono stati associati con condizioni secche su gran parte dell’ Australia, particolarmente nel sud est, durante l’inverno e la primavera.
Se confrontate con lo scorso mese, le anomalie termiche superficiali marine per giugno hanno continuato a riscaldarsi sulla superficie dell’ oceano Pacifico tropicale. La mappa delle anomalie termiche superficiali (SST) per giugno mostra che le anomalie lungo la maggior parte dell’equatore sono state vicine a quelle normali nell’ultimo mese.

Nell’ultima settimana le anomalie termiche superficiali nel Pacifico centrale equatoriale sono rimaste relativamente simili, se confrontate con quelle di due settimane fa. La mappa delle anomalie nelle SST per questa settimana con termine il 3 luglio mostra temperature vicine a quelle normali lungo tutto l’equatore, con piccole aree di anomalie positive delle SST più alte di 1°C rispetto alla media di questo periodo nell’estremo oriente equatoriale pacifico.
La sequenza quadrimestrale delle anomalie termiche equatoriali dell’ Oceano Pacifico, con fine a giugno, mostra anomalie termiche vicino alla neutralità in gran parte delle acque sottosuperficiali del Pacifico centrale. Le anomalie positive nel Pacifico occidentale sono leggermente raffreddatesi durante l’ultimo mese, ma rimangono superiori alla media di 2°C.

Se confrontate con quelle di due settimane fa, le temperature nelle acque sottosuperficiali dell’Oceano Pacifico si sono raffreddate (guarda la mappa degli ultimi 5 giorni con fine il 4 luglio). Le anomalie nella regione centrale sono ora oltre i 3°C più fredde del normale, per questo periodo dell’anno. Il volume delle acque più calde di oltre 2°C rispetto alla media, per questo periodo dell’anno, nel pacifico occidentale tropicale sono cresciute in estensione, e anche le anomalie delle acque sottosuperficiali nell’estremo oriente pacifico si sono leggermente riscaldate, se confrontate con le precedenti due settimane.
Segnali contrastanti nell’ultimo bollettino dell’ Agenzia meteorologica australiana, risulta infatti molto interessante analizzare le ultime notizie riguardo le acque sottosuperficiali, esse infatti risultano essersi raffreddate negli ultimi 5 giorni(il bollettino si riferisce al 6 luglio n.d.r.) e nella parte centrale del Pacifico hanno raggiunto la notevole anomalia di oltre 3°C, in compenso però appaiono aumentati i volumi di acque sottosuperficiali al di sopra della media termica (al di sopra di 2°C) sul Pacifico occidentale e su quello orientale sono stati misurati leggeri aumenti della temperatura delle acque sottosuperficiali. Risulta dunque ancora prematuro parlare di recrudescenza della Nina per la prossima estate australiana (inverno boreale) in tal senso vanno fatte alcune considerazioni: non sarebbe la prima volta che ad una forte nina seguissero delle recrudescenze, pensate infatti che nel periodo 1970-1976 furono ben 62 sugli 82 totali i mesi con MEI negativa e ci furono due grandi periodi con rispettivamente 25 e 32 mesi consecutivi di MEI negativa. Più recentemente la Nina della fine del 1998 si protrasse con alcune interruzioni fino ai primi mesi del 2002 con 40 mesi di MEI negativa sui 44 totali. Abbiamo più volte detto che l’evento di La Nina appena conclusosi aveva le caratteristiche dell’eccezionalità dunque non ci sorprenderemmo di vedere un andamento simile a quello appena descritto. Va detto in questo senso che le previsioni dei modelli che fino a qualche mese fa vedevano una ripresa delle temperature oceaniche pacifiche molto vivace oggi mostrano un ampio spread previsionale con la media delle perturbazioni in netta flessione, ci aspetta dunque una recrudescenza della Nina nel nostro prossimo periodo invernale? Per il momento non ci esponiamo a previsioni, certamente La Nina 2010 e i suoi effetti sul clima sono lungi dall’essere terminati.








