Proponiamo come di consueto la traduzione del bollettino dell' Agenzia Meteorologica Australiana sull'andamento dell' ENSO.
Gli indicatori climatic dell’ ENSO rimangono su valori vicini alla normalità, con condizioni neutrali ormai pienamente ristabilite nel Pacifico tropicale. La maggioranza dei modelli di previsione climatica internazionali dell’ ENSO suggeriscono che le condizioni neutrali sono destinate probabilmente a continuare in questa fine 2011.
Gli indicatori atmosferici e oceanici di ENSO includenti gli Alisei, il SOI, la nuvolosità in prossimità del meridiano del cambio di data e le temperature oceaniche sono stati vicini ai valori normali per l’ultimo mese dopo la rapida transizione dalle condizioni di La Nina che erano state presenti nei precedenti 9-12 mesi.
L’influenza del Dipolo Oceanico Indiano sulla piovosità australiana è attualmente neutra. Un fiacco evento di IOD positivo è associato a condizioni più secche su gran parte dell’ Australia, particolarmente, nel sud est, durante l’inverno e la primavera.

Se confrontati con i precedenti mesi, le anomalie delle SST per maggio hanno continuato a riscaldarsi sulla superficie dell’ Oceano Pacifico tropicale. La mappa delle anomalie termiche superficiali marine (SST) per maggio mostrano che le anomalie lungo gran parte dell’equatore sono state normali per questo mese.

A livello settimanale, le anomalie termiche superficiali nell’Oceano Pacifico equatoriale sono rimaste relativamente simili, se confrontate con le due settimane precedenti. Le anomalie nelle SST per la settimana con conclusione il 19 giugno mostra che 1°C di anomalie superiori al normale si riscontrano nell’estremo oriente del Pacifico equatoriale.

La sequenza quadrimestrale delle anomalie termiche equatoriali per le acque sottosuperficiali del Pacifico equatoriale, al 20 giugno, mostrano come esse siano adesso vicine alla neutralità. Anomalie positive si riscontrano nel pacifico occidentale dove negli ultimi mesi si sono raffreddate, ma rimangono superiori ai 2°C.

Se confrontate con due settimane fa, le temperature sottosuperficiali dell’ Oceano Pacifico tropicale si sono leggermente raffreddate (mappa riferita ai giorni compresi fra il 15 e il 20 giugno). Il volume di acque che superano i 2° di anomalia positiva, nel Pacifico tropicale occidentale sono diminuite in estensione, e le anomalie sottosuperficiali nell’estremo oriente sono anche leggermente raffreddatesi, se confrontate con quelle di due settimane fa.
Dai dati appena presentati appare evidente che la fase di transizione rapida da La Nina a condizioni neutre sembra ormai conclusa, e ciò è confermato anche dal MEI, l’indice che descrive l’andamento dell’ ENSO, nel mese di aprile attestatosi su -0,368, livello decisamente più alto di quello rilevato in marzo -1,495, indice della repentinità con la quale si sia passati da ENSO marcatamente negativa a ENSO neutra. Vedendo le mappe delle anomalie termiche delle acque sottosuperficiali è evidente come sia probabile che queste condizioni di neutralità rimangano per molti mesi ancora. Nel bollettino si parla di tutta la fine del 2011, e i centri di calcolo internazionali evidenziano con la loro palese discordia l’estrema indecisione nella previsione del prossimo futuro. Non è molto frequente che dopo un episodio di La Nina si verifichino periodi di neutralità, questo fenomeno dal 1950 ad oggi è avvenuto solo negli anni: 1951, 1969, 1976, 1990, 2000, 2008. Interessante vedere le anomalie di geopotenziale riscontrate nel nord emisfero durante le estati successive agli episodi di La Nina di questi anni. Evidenti anomalie positive sul Polo e negative alle medie latitudini, ancora più interessante la mappa delle anomalie nella piovosità riscontrate in Europa in questi anni, con il centro nord Italia sotto pesanti anomalie pluviometriche e in genere tutto lo “Stivale” sotto anomalie pluviometriche positive. Avevamo detto come la configurazione teleconnettiva attuale non favorisse certo un’estate stabile e duratura, se, è possibile, questi dati confermano questo trend. Dunque ci aspetta una estate con frequenti break temporaleschi? Molti indizi ci confermano questa ipotesi.

La media delle emissioni dei modelli internazionali riguardo l'andamento ENSO nel corso dei prossimi mesi evidenzia un deciso rialzo verso valori quasi attestantesi sulla soglia di Nino, appare però evidente lo spread fra i valori più bassi e quelli più alti del range previsionale, indice di grande incertezza, se poi si considerano i segnali derivanti dall'andamento delle anomalie termiche delle acque sottosuperficiali in continuo raffreddamento da quclhe settimana a questa parte, la nsotra previsione si attesta su una possibile situazione di neutralità almeno fino a fine anno.

Questa immagine mostra le anomalie di geopotenziale riferite agli anni in cui l' ENSO propose dopo l'evento di La Nina, una fase di neutralità Come si può vedere sulle zone polari appaiono evidenti forti anomalie positive che determinano alle basse latitudini specularmente anomalie negative, il risultato di tutto ciò appare evidente nell'immagine successiva. Analisi meteoscienze su dati NOAA.

Questa mappa è riferita alle anomalie nel tasso di precipitazione pluviometrica durante i periodi esaminati nella scorsa mappa. Evidente l'Europa occidentale e scandinava sotto importanti anomalie positive ad evidenziare tempo incerto e molto piovoso, addirittura le maggiori anomalie si riscontrano propriop sulle nostre regino settentrionali. Tutto ciò naturlamente non depone a favore di una estate secca e stabile, vedremo se queste semplici considerazioni storico-climatiche ci aiuteranno a definire i confini meterologici dell'estate che arriva. Analisi meteoscienze su dati NOAA.








