Diamo nota del consueto bollettino dell’ Agenzia Meteorologica Australiana sull’ ENSO.
L’evento di La Nina è vicino alla sua fine, con molti indicatori che si avvicinano ormai ai loro valori neutri. I modelli climatici presi in esame dall’ Agenzia Meteorologica Australiana suggerisce che l’Oceano Pacifico continuerà a riscaldarsi nei prossimi mesi, con condizioni neutrali che probabilmente persisteranno durante l’inverno australe.
Un costante riscaldamento dell’ Oceano Pacifico dalla metà di gennaio ha riportato le temperature oceaniche vicino ai loro valori normali. Gli indicatori atmosferici di La Nina stanno ora rispondendo a questi cambiamenti nell’oceano e nella MJO, dando origine ad un indebolimento degli alisei, ad un cambiamento nella nuvolosità e ad una normalizzazione dei pattern barici tipici di La Nina. Allo stesso modo, il SOI, che aveva registrato il suo più alto valore in aprile dal 1904, è precipitato da più di +25 a +11 negli ultimi 15 giorni.
L’influenza dello IOD (Indian Ocean Dipole) sulla piovosità australiana è attualmente neutro. Un evento fortemente positivo di IOD è previsto svilupparsi durante il prossimo inverno. Nel passato, eventi di IOD positivo sono stati associati con condizioni di siccità su molte parti dell’ Australia, in particolare nel sud est, durante l’inverno e la stagione primaverile.

Se confrontate con lo scorso mese, le anomalie delle temperature superficiali marine per Aprile hanno continuato a mostrare un forte riscaldamento sulla superficie dell’Oceano Pacifico tropicale orientale. La mappa dell’anomalia termica superficiale marina per aprile mostra che le anomalie lungo gran parte del Pacifico centrale sono state vicino alla normalità nell’estremo oriente del Pacifico equatoriale, mentre anomalie calde persistono nella regione Marittima Continentale, ma si sono raffreddate se confrontate con lo scorso mese.

La sequenza quadrimestrale delle anomalie termiche equatoriali, ad aprile, mostra come il volume di acque sottosuperficiali più fredde del normale del Pacifico equatoriale centrale ed orientale abbia continuato a riscaldarsi se confrontato con il mese precedente, ed ora mostra solo molto deboli anomalie fredde. Positive anomalie oltre i 4°C rimangono evidenti nell’oceano Pacifico occidentale.
La temperature dell’ Oceano Pacifico tropicale, al di sotto della superficie, mostra leggeri cambiamenti se confrontata con due settimane fa. Il volume delle acque più calde del normale nel Pacifico tropicale occidentale si è ridotto di ampiezza se confrontato con i precedenti quindici giorni e le acque sottosuperficali si sono leggermente raffreddate nel Pacifico orientale. L’anomalia settimanale delle temperature ad occidente rimane intorno ai 3°C più calda del solito per questo periodo dell’anno, ad una profondità di 150 m.
Sembra dunque che come le previsioni indicavano, la Nina 2011 volga ormai al termine. Anche gli indici atmosferici ormai virano inesorabilmente verso la neutralità. La Nina 2010-11 verrà certamente ricordata per la sua notevole forza anche se, se dovesse essere confermata la conclusione del fenomeno per il prossimo giugno, la sua lunghezza non supererà i 13 mesi. Il valore di MEI per il periodo aprile-marzo fa segnare un -1,495 che indica come la risalita verso valori neutri non sarà comunque così agevole. Certamente la Nina che volge al termine si colloca pienamente nel solco delle La nina degli ultimi anni, mai superiori in durata ai 13-14-mesi (tranne quella del 2000 durata fra alti e bassi 32 mesi) certamente invece in controtendenza sarà alla fine la sua forza con un picco minimo di -2 che non veniva registrato dalla Nina 1973-76. Inoltre da segnalare come detto nel bollettino dell’ Agenzia Meteorologica Australiana l’incredibile record del SOI, mai così alto dal 1903. Insomma chiedevamo molte risposte dalla Nina successiva al minimo solare eccezionale 23, e molte risposte le abbiamo già avute, altre paradossalmente le attendiamo nei prossimi mesi, infatti finito l’effetto destabilizzatore della Nina e dei suoi pattern barici, ci aspettiamo ancora almeno tre mesi di possibili sorprese a livello termico con altri possibili valori delle anomalie termiche globali mensili in discesa, ma soprattutto attendiamo di capire come l’indice AMO (Multidecadal Atlantic Oscillation) che ha segnato un valore di 0,094 nello scorso mese di marzo, reagirà al passaggio della Nina su valori neutri. Ricordiamo infatti come il ciclo di questo parametro sia di 30-35 anni, e come l’attuale ciclo positivo (acque in nord Atlantico più calde del normale) iniziato nel 1994, evidentemente dovrebbe avere conclusione intorno al 2024. Bene, visto che abbiamo sempre registrato temporanei crolli della AMO su valori negativi in corrispondenza di eventi di La Nina, sarebbe interessante capire se una volta conclusasi questo evento l’ AMO, visto oggi in crollo, ritornerà sui valori normali positivi del suo ciclo. Insomma molta carne al fuoco e molti gli interrogativi che la conclusione della Nina porterà con sé, una cosa appare comunque evidente, la Nina 2010-2011, saremo più precisi alla conclusione ufficiale dell’episodio, segna, come avevamo ampiamente previsto, una discontinuità con il passato ampiamente consonante con gli accadimenti solari, ci attendiamo presto nuovi importanti cambiamenti climatici.








