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Meteoscienze.it testata giornalistica telematica reg. Tribunale di Taranto n.1750, dir. resp. Alessandra Carpino ENSO MONITORAGGIO CONTINUO NINA 2010-2011: SIAMO ALLA FINE?
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NINA 2010-2011: SIAMO ALLA FINE?

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Diamo come al solito nota della traduzione italiana dell’ultimo bollettino dell’ ENSO diramato dall’ Agenzia Meteorologica Australiana seguito da breve commento climatologico.

L’evento di La Nina nell’Oceano pacifico ha continuato a indebolirsi nelle ultime due settimane così come le temperature dell’Oceano Pacifico lungo l’equatore si sono riscaldate. Tutti i modelli climatici in nostro possesso suggeriscono che sia probabile un ulteriore indebolimento della Nina, nel prossimo autunno dell'emisfero meridionale, con un ritorno a condizioni neutrali probabilmente entro l’inverno 2011 . Le attuali osservazioni sono in accordo con il ciclo di vita dei passati eventi di la Nina. In un certo contrasto con l’indebolimento in oceano, gli indicatori atmosferici di La Nina, inclusi gli Alisei, la nuvolosità e il SOI, che rimangono quelli tipici di un evento di La Nina ben sviluppato. Questi indicatori atmosferici sono previsti tornare su valori normali entro il prossimo mese. Durante gli eventi di La Nina, il numero dei cicloni tropicali è tipicamente più alto del normale durante il periodo che va da Novembre ad Aprile, con il picco a febbraio e marzo. L’influenza della Nina sulla piovosità in Australia e sulle temperature raggiunge il picco durante il periodo compreso tra l’inverno e la metà dell’estate, per poi indebolirsi nel successivo autunno.

Durante il mese di febbraio le anomalie negative sulla superficie dell’Oceano pacifico tropicale orientale e centrale si sono ridimensionate se confrontate con il mese precedente. La mappa delle anomalie termiche superficiali marine (SST) per Febbraio mostra che le anomalie più fredde di 1°C rispetto al normale rimangono lungo l’equatore a est del 165° meridiano Est, estendendosi fino al 125° meridiano ovest, ma si sono ridimensionate dal loro picco di gennaio. Le anomalie calde persistono nella regione marittima continentale, e sono rimaste relativamente stabili durante gli scorsi mesi. Fonte www.bom.gov.au.

La sequenza quadrimestrale delle anomalie termiche equatoriali  delle acque sottosuperficiali del Pacifico, al 28 febbraio, mostrano che  il volume di acque più fredde del normale al di sotto della zona centrale e orientale del Pacifico equatoriale, che è stato evidente per molti mesi, è decresciuto in ampiezza nel corso dell’ultimo mese. Anche se le acque sottosuperficiali nel Pacifico centrale e orientale sono rimaste più fredde del solito durante febbraio, esse si sono riscaldate se confrontate con il mese precedente, con solo una molto piccola area di 4°C più fredda del normale rimasta centrata sul merdiano 120° ovest. Anomalie positive superiori ai 4°C rimangono evidenti nel Pacifico occidentale, e l’area di anomalie più calde del normale  ha continuato lentamente a propagarsi verso est in profondità nell’ultimo mese.

Siamo dunque alla fine della Nina 2010-2011? Tutti i parametri marini dicono di si. Infatti sia le acque sottosuperficiali che quelle superficiali nell’ultimo mese hanno mostrato un deciso riscaldamento che potrebbe far pensare ad un prossimo repentino declino della Nina 2010. Rimangono però anche a detta dell’ Agenzia meteorologica Australiana delle discrepanze inerenti l’attuale episodio tutte legate al comportamento dei parametri atmosferici come il SOI, gli Alisei, e la nuvolosità, ancora invece in pieno accordo con il comportamento tipico di La Nina matura. E’ evidente quindi che in contrapposizione all’ormai inevitabile riscaldamento delle acque superficiali pacifiche ad opera della normale fluttuazione dell’ENSO si attiveranno feedback negativi dovuti al comportamento delle figure bariche figlie dell’evento di Nina in corso. E’ dunque possibile che come avvenne per l’ultimo episodio di El Nino, il trapasso a valori ENSO neutri non sia così repentino come gli stessi modelli matematici prevedono. Ciò è confermato anche dal valore di MEI per febbraio che con i suoi -1,523 RIMANE IL SECONDO VALORE MAI REGISTRATO dopo quello del 1974 (-1.801). Rimane comunque probabile che l’evento in corso si esaurisca, come solitamente accade, entro il prossimo inverno australe, giugno, è indubbio però che gli effetti sul clima mondiale si riverberanno ancora per  tutto l’anno in corso trainando un cospicuo prossimo raffreddamento globale.

Il repentino ritorno su valori normali delle anomalie termiche superficiali marine in Pacifico visto dai modelli che addirittura intravvedono per il prossimo inverno condizioni nuovamente imporntate a debole ENSO positiva. Fonte www.bo.gov.au.

 

 

 

 

 

 

 

 



Ultimo aggiornamento Martedì 22 Marzo 2011 20:09  
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