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Meteoscienze.it testata giornalistica telematica reg. Tribunale di Taranto n.1750, dir. resp. Alessandra Carpino ENSO MONITORAGGIO CONTINUO BOLLETTINO ENSO: NINA MODERATA-FORTE
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BOLLETTINO ENSO: NINA MODERATA-FORTE

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Pubblichiamo il consueto bollettino quindicinale dell’ Agenzia Meteorologica Australiana dell’ ENSO con relative comment climatico.

 

Condizioni di La Nina da moderate a forti rimangono sul Pacifico tropicale. I modelli a lungo termine presi in esame dall’ Agenzia, suggeriscono che l’evento di La Nina persisteranno nella prima parte del 2011. Tutti gli indicatori ENSO continuano a superare la soglia di La Nina. L’oceano Pacifico rimane significativamente più freddo del normale per questo periodo dell’anno, con indici NINO che registrano i loro più bassi valori a ottobre dall’evento di La Nina del 1988. Sotto la superficie dell’ Oceano Pacifico, le temperature sono oltre i 4°C più fredde del normale. Il SOI rimane molto alto, eguagliando il suo record mensile di Ottobre di +18. Gli Alisei rimangono più forti della media sul Pacifico equatoriale centrale e occidentale e la nuvolosità vicino al meridiano di cambio data continua ad essere scarsa. I periodi di La Nina sono generalmente associati con piovosità al di sopra del normale durante la seconda parte dell’anno su gran parte dell’ Australia, particolarmente sulle regioni settentrionali e orientali. L’evento 2010 ha contribuito a far segnare il periodo agosto-ottobre più piovoso. Le temperature notturne sono storicamente più calde del normale e la frequenza dei cicloni tropicali per l’ Australia settentrionale è tipicamente più alta del normale durante la stagione dei cicloni (novembre-aprile). Il primo ciclone australiano della stagione si è formato nel tardo ottobre, a est delle isole Cocos. Il Dipolo Oceanico Indiano sta seguendo il suo normale ciclo decadale della tarda primavera-inizio estate, ed è attualmente vicino allo zero.

 

 

Il raffreddamento costante dell’ Oceano Pacifico tropicale centrale e orientale, che si è sviluppato dal gennaio 2010, ha continuato durante ottobre. La mappa delle anomalie della  superficie marina (SST) di ottobre mostra anomalie superiori a 1°C più fredde del normale che si estendono lungo l’equatore a est del 160° meridiano EST. La mappa mostra piccole aree di acque nel Pacifico centrale e orientale dove le acque sono state di oltre 2°C più fredde del normale. Nello scorso mese le anomalie calde nella regione continentale marittima si sono raffreddate leggermente.



Le SST nell’ Oceano Pacifico equatoriale ha fatto registrare piccoli cambiamenti nelle passate due settimane; a leggeri raffreddamenti vicino al meridiano del cambio data e nel Pacifico orientale sono stati accompagnati da leggeri riscaldamenti nella regione centrale. La mappa delle anomalie settimanali oceaniche (SST) per la settimana con fine il 7 novembre mostra anomalie fredde che si estendono lungo l’equatore  a est del 160° meridiano E, con numerose piccole aree più fredde di 2°C rispetto al normale per questo periodo dell’anno. Le anomalie calde rimangono evidenti nella regione marittima continentale.

La sequenza quadrimestrale delle anomalie termiche delle acque sottosuperficiali dell’ Oceano Pacifico equatoriale, con fine il 31 ottobre, mostra che un vasto volume di acque più fredde del normale al di sotto della superficie oceanica  è stato evidente per molti mesi. La sequenza mostra che mentre le acque sottosuperficiali rimangono più di 4°C più fredde dell’usuale nei mesi di settembre e ottobre, l’intensità del raffreddamento delle acque è diminuita leggermente durante ottobre.

La mappa degli ultimi 5 giorni con fine l’ 8 novembre mostra un vasto volume di acque più fredde del normale sotto la superficie dell’ Oceano Pacifico tropicale. Nel Pacifico centrale, le acque sottosuperficiali dell’ Oceano Pacifico. Nel Pacifico centrale, le acque sottosuperficiali dell’oceano sono più fredde del normale, per questo periodo dell’anno,  di oltre 4°C, su una scala settimanale. Se confrontate con due settimane fa, c’è stato un lieve riscaldamento nel pacifico centrale.

Sostanzialmente le ultime due settimane hanno fatto segnare cambiamenti poco significativi in relazione allo stato dell’ ENSO, infatti sembra ormai stabilizzarsi il fenomeno su anomalie molto basse ma senza intensificazione ulteriore. Per quanto riguarda poi la identificazione dell’evento 2010, dopo un forte raffreddamento della parte orientale dell’ Oceano Pacifico, nelle ultime due settimane si è potuta notare un certo qual spostamento del raffreddamento verso ovest, per quanto si può ancor asenza dubbio valutare l’attuale nina come east based. Passando al mese appena passato, il valore di MEI registrato è stato di – 1.911 in leggerissima risalita rispetto allo scorso mese e comunque al secondo posto nella storia dopo il 1955. Andando a valutare le temperature superficiali per ogni zona analizzata notiamo che la zona 1-2 ha appunto, come detto in precedenza, fatto registrare nel mese di ottobre un lieve riscaldamento inferiore solo al valore di ottobre del 2007, le temperature nella zona 3, in lieve discesa, ha fatto segnare il terzo valore più basso superiore solo a quello dell’ottobre 1955 e 1988. Anche la zona 3-4 ha fatto registrare un raffreddamento in questo ultimo mese raggiungendo valori mai raggiunti dal 1955, invece rimane su valori di anomalia più contenuti la zona 4, confermando dunque una Nina east based con la seria possibilità che alla fine omogeneizzi l’anomalia su tutto il Pacifico. Concludiamo questo breve commento con le previsioni dei modelli matematici sulla durata dell’evento 2010. Se infatti andiamo ad analizzare il grafico seguente che raggruppa tutti run modellistici riferiti all’ ENSO e pubblicati dall’ Agenzia Meteorologica Australiana nel suo ultimo aggiornamento, vediamo come ci siano alcune corse che vedono persistere la Nina 2010 ben oltre la prossima primavera boreale, mostrando per la prima volta dall’inizio di questa Nina 2010 un apertura nello spread previsionale. Insomma, questo evento potrebbe prolungarsi nel tempo disegnando un evento eccezionale non solo nella magnitudo ma anche nella durata con ripercussioni climatiche tutte da valutare.



Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Novembre 2010 12:20  
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