
Note a margine del più grande evento climatico prossimo, che tutti pensano essere il contrario di quello che probabilmente sarà...
Voglio partire con una nuova iniziativa editoriale che come in un diario di bordo raccolga i miei pensieri sulle evoluzioni climatiche in atto e sul possibile global cooling diretta conseguenza dell’eccezionale minimo solare ora in atto. Partirò in questa disamina climatico scientifica dall’analisi di ciò che ormai è passato, l’inverno 2008-09, l'inverno meteorologico è terminato lo scorso primo di Marzo, un inverno in pieno minimo solare in cui avremmo dovuto valutare i primi segni di un certo cambio di tendenza climatica. Partiamo dalle precipitazioni, esse alla fine della fiera saranno l'unico dato veramente eccezionale di questo inverno 2008-09, nei mesi fra Novembre e Gennaio, secondo Il CNR (Centro Nazionale Ricerche), gli apporti precipitativi sul nostro paese sono stati i maggiori dal 1803 fino ad oggi collocandosi al secondo posto nei periodi corrispondenti degli ultimi 208 anni. Questa discontinuità caratteristica dell'inverno ormai giunto al termine (ricordiamo che veniamo da una serie di Inverni eccezionalmente secchi) deve farci riflettere, è possibile correlare queste grandi precipitazioni al minimo solare eccezionale? Secondo me si, e vi spiego il mio pensiero: se il minimo solare come molti scienziati suppongono è in grado di diminuire l'apporto radiativo solare, è evidente che i primi effetti di questo cambiamento si dovranno avere nelle zone del mondo dove questi apporti radiativi sono più presenti, cioè sull'equatore, dunque dovremmo in qualche maniera rilevare un cambiamento nel clima di quei luoghi, con una tendenza, per esempio a un raffreddamento delle zone equatoriali, con un abbassamento della linea di convergenza intertropicale e una diminuzione dell'invadenza degli anticicloni caldi tropicali. Bene questa conseguenza, direi che si sia verificata, anzi penso sia alla base del comportamento dell'inverno attuale, dove gli anticicloni intertropicali hanno lasciato il passo alle correnti oceaniche instabili apportatrici delle grandi depressioni atlantiche vere protagoniste di questo inverno. Un altro capitolo importante riguarda gli oceani: mancando apporto radiativo sulle'equatore e nelle zone tropicali dell'emisfero sud noi ci dovremmo attendere un abbassamento delle temperature degli oceani; bene la nina presente per il secondo anno consecutivo costituisce più che un indizio. Ancora più interessante è il comportamento dell'AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation) che nel mese di Gennaio è virata in campo negativo. Bene se andiamo a dare un'occhiata al comportamento dell' AMO, vediamo che esso è un indice dal comportamento molto regolare, con periodi di segno negativo che non sono durati mai meno di 25 anni, ora l'indice AMO (anomalia delle acque atlantiche) ha iniziato a essere positivo nel 1993, quindi non sono passati neanche 16 anni, e questo indice inizia già a virare in campo negativo, ecco io penso che il cambio di segno dell’AMO sia la prima vera prova del cambio di tendenza improvvisamente imposto dal minimo solare eccezionale. C’è da notare inoltre che il cambiamento di segno dell’ AMO potrebbe avere delle conseguenze future nel clima europeo non da poco essendo stato , a mio avviso, con il suo segno positivo, e con acque dell’Atlantico sensibilmente più alte del normale, il massimo responsabile del European Warming di questi anni. Quindi amici come il 1955 fu propedeutico al grande inverno 1956 questo inverno che ci saluta potrebbe aver segnato la strada a un cambiamento climatico verso un raffreddamento, del quale sono sempre più convinto.








