Evidentissima l'anomalia pluviometrica del Golfo del Messico, la punta di un iceberg di un cambiamento climatico ormai alle porte. www.noaa.gov
Abbiamo già scritto che l'anno che stiamo vivendo non ha nulla a che fare con la normalità climatica, qua e là per il globo sono sempre di più le anomalie che direttamente o indirettamente possono essere imputate al minimo solare eccezionale e al global cooling prossimo venturo. Una di queste anomalie è senz'altro quella che interessa ormai da mesi il Golfo del Messico. In questo articolo analizzeremo in particolare un fenomeno riscontrato negli stati americani del Texsas, Louisiana e Florida. Essi infatti, un pò come tutta l'area messicana hanno subito una stagione invernale veramente secca, con precipitazioni inferiori alla media anche di 400mm. Vediamo però nel dettaglio la situazione. Nella carta iniziale viene presentato un particolare delle anomalie precipitative riscontrate in America centro settentrionale negli ultimi 180 giorni. E' possibile vedere come la stragrande maggioranza degli stati affacciati sulle coste del Golfo del messico abbiano subito delle anomalie dell'ordine di 200mm di deficit, con punte dell' ordine di 400mm in meno in Florida, Texas, e Louisiana, per quanto riguarda gli States, mentre abbiamo superato i 400mm di deficit anche in Youcatan. Va detto che queste sono zone che hanno la stagione secca proprio nel periodo analizzato.
Però mi preme considerare un dato. Se le zone interessate da questa anomalia sono quelle tropicali, è anche vero che negli ultimi anni, il Global warming, aveva sempre di più portato la zona di convergenza intertropicale a accarezzare aree sempre più a nord, interessando anche regioni tropicali e dunque elargendo precipitazioni anche in zone solitamente secche, poi l'elevato grado di umidità derivante dal surriscaldamento di queste zone provacava sovente forti temporali o nelle zone del Texsas e degli stati prospicenti frequenti uragani, eventi che quest'anno latitano invece . A riprova della minore influenza delle correnti calde subtropicali varrà la pena analizzare il vero e proprio responsabile di questa anomalia pluviometrica del Golfo del Messico . Infatti, è visibile dalla successiva immagine, come parallelamente a questa anomalia precipitativa si sia evidenziata in questi ultmi 90 giorni anche una anomalia negativa delle acque del mar dei Caraibi, evidenziata nella cartina qui di seguito.

E' evidente il raffreddamento della zona caraibica. Pensate che l'anomalia negativa registrata negli ultimi 90 giorni ha raggiunto i 2°C (temperatura di tutto rispetto per un oceano a questa latituidine) www.noaa.gov
Questa anomalia come si può facilmente capire è probabilmente alla base di tutta l'anomalia del regime pluviometrico delle zone prospicenti il Golfo del Messico, e se dovesse poi confermarsi durante il corso dell'anno potrebbe portare a una stagione degli uragani sottotono quest'anno. E' evidente la relazione dunque fra un minore riscaldamento equatoriale, una minore espansione delle alte subtropicali e di conseguenza , un minore riscaldamento degli oceani prospicenti il Tropico del Cancro, che hanno perciò potuto immagazzinare nella stagione secca meno calore rimanendo dunque sotto media termica e dunque provocando una minore evaporazione e minori precipitazioni su tutta la zona. In questo contesto sarà importante monitorare nella stagione calda il riscaldamento di questa area, perchè ricordiamo che l' intero sistema termico europeo dipende in maniera inesorabile, dal comportamento delle correnti calde che si formano in questo Golfo (Corrente del Golfo). E non sarebbe peregrino pensare che un prossimo cooling europeo possa partire da un raffreddamento generalizzato del mar dei Caraibi e del Golfo del Messico, raffreddamento che potrebbe già essere iniziato.








