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E LA CASETTA DI PLASTICA DIVENNE UNA CASA VERA...UNA FAVOLA ARGENTINA

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C’era una volta e ci sarà ancora fra 100 – 1000 anni, perché è fatta di bottiglie di PET, ha il tetto di Tetra Pack e le finestre sono custodie di CD: e c’è davvero a Puerto Iguazu.

 

***

 

Un tetto asciutto sopra la testa: 1300 contenitori per il latte in Tetra Pack. Quattro pareti solide alle quali appoggiarsi: 1200 bottiglie in plastica PET. Porte e finestre da aprire, chiudere e sbattere: 140 custodie per compact disk.

Vedere un mucchio di spazzatura trasformarsi in una casa vera non ha prezzo, soprattutto quando non hai una MasterCard!

 

È cominciata nove anni fa l’avventura di Alfredo Santa Cruz e della sua famiglia, in una cittadina di frontiera nell’estremo nord dell’Argentina, Puerto Iguazu, a pochi chilometri di distanza dalle meravigliose cascate. Sono terre bellissime, ma che vivono soprattutto del turismo attirato dal grande parco nazionale ai confini con il Brasile e il Paraguay, e le risorse economiche a disposizione non sono molte.

 

 

Un giorno, una delle figlie di Alfredo, la più piccola, espresse il desiderio di avere una casetta per le bambole, ma in commercio ce ne erano di troppo care, e anche il legno costa molto: per una famiglia di poche risorse, come quella di Alfredo Santa Cruz, la spesa era impossibile.

Così nacque l’idea: perché non provare a costruirne una con le bottiglie di plastica? Poco tempo dopo decisero di costruirne una più grande, “La casa que viaja”, che si poteva smontare e rimontare, e cominciarono a portarla in giro per il Paese, per mostrare alla gente che cosa si può fare con qualcosa che tutti hanno a disposizione, come i rifiuti gettati via quotidianamente. La regione di Iguazu è esposta a violenti acquazzoni nella stagione estiva, e i rifiuti lasciati all’aperto diventano un problema serio, soprattutto quelli capaci di raccogliere l’acqua piovana: si formano delle pozze stagnanti in cui si creano tutte le condizioni ideali per la trasmissione delle malattie, in particolare la febbre gialla.

La plastica delle bottiglie ha molteplici fattori positivi: funge da isolante sia per la temperatura che per il rumore; inoltre, in caso di incendio, contengono il fuoco molto più a lungo rispetto al legno, perché si accartocciano su loro stesse, risparmiando così le abitazioni vicine. Un altro aspetto importante da considerare è che, a differenza di tanti altri materiali degradabili, la plastica dura da 100 a 1000 anni.

 

Le bottiglie, chiuse ermeticamente in modo da non lasciar passare l’aria, vengono usate come mattoni per costruire le pareti della casa, senza bisogno di aggreganti. Come fanno a non cadere? Grazie ad un abile gioco di incastri, che Alfredo è disposto ad insegnarlo a chiunque, nel corso dei laboratori itineranti che tiene assieme alla sua famiglia.

 

Con il passare del tempo, i Santa Cruz hanno cominciato a costruire oggetti di tutti i tipi con la plastica ricavata dai rifiuti: letti, divani, tavoli, ma anche giocattoli, fiori, cestini e borse. Un altro elemento importante che si è aggiunto alla “Casa de bottellas” è un pannello termico artigianale, anch’esso realizzato con bottiglie di plastica dipinte con vernice nera e collegate ad un serbatoio munito di rubinetto. Il sistema è a circolazione naturale e ha una struttura estremamente semplice, che si limita a sfruttare il fenomeno fisico del termosifone: in un circuito idraulico, la differenza di densità tra fluidi a temperature differenti comporta una circolazione convettiva, che spinge verso l’alto il fluido con temperatura maggiore. È uno strumento facile da realizzare e alla portata di tutti!

 

Oggi sono tantissime le organizzazioni internazionali che sventolano alta la bandiera della salvaguardia del pianeta, ma le risorse economiche effettivamente impiegate sono troppo scarse. Specialmente in paesi come l’Argentina, con grossi problemi socio-economici, fare formazione culturale non è facile: come si fa a parlare di salvaguardia del pianeta a gente che non ha i soldi per mangiare e per curarsi? Eppure è importante. Iniziative come quelle della famiglia Santa Cruz servono proprio a far capire che condizioni di vita migliori, soluzioni abitative e lavorative sostenibili, vanno di pari passo con il rispetto della natura.

Un cambiamento ambientale potrà esserci solo se preceduto da un cambiamento mentale.



Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Agosto 2010 14:53  
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