In occasione del sit-in promosso dalla associazione Alta Marea di Taranto per sensibilizzare la città sull’annoso problema della cokeria dell’ ILVA responsabile fra gli altri, dell’emissione di un pericolosissimo composto cancerogeno (il benzopirene) sottolineammo come il Sindaco di Taranto rimandò la questione alla relazione dell’ ARPA PUGLIA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) riguardante i rilevamenti della centralina ambientale posta in via Macchiavelli (Rione Tamburi, l’epicentro dell’inquinamento industriale tarantino). Bene oggi pubblichiamo le parti più interessanti di questa relazione che insindacabilmente riconduce lo stabilimento ionico alle proprie responsabilità. I punti salienti della relazione sono tratti dall’edizione di oggi della Gazzetta del Mezzogiorno, la relazione si riferisce allo scorso venerdi.

Il monitoraggio effettuato dalla centralina di via Machiavelli al quartiere Tamburi ha permesso di registrare valori di benzoapirene superiori a un nanogrammo per metro cubo d’aria (1,31 nel 2009 e nei due anni precedenti), con il costante sforamento del valore obiettivo (che non è un limite di legge, ma «suggerisce » di ridurre il carico inquinante).
«Le emissioni di idrocarburi e benzoapirene in aria sono attribuibili - si legge nella relazione dell’Arpa - allo stabilimento siderurgico Ilva e in particolare alla cokeria. Il contributo derivante dall’impianto cokeria alla concentrazione di benzoapirene nel sito di via Machiavelli è valutabile in più del 99 per cento, mentre le restanti sorgenti emissive danno un contributo molto minore».
La relazione dell’Arpa spiega come «le concentrazioni più alte di idrocarburi policiclici aromatici si hanno quando i venti spirano dal quadrante di Nord-Ovest con successive riduzioni della velocità del vento (tendente alla calma), ovvero in corrispondenza al vento proveniente dall’area dello stabilimento siderurgico Ilva. Taranto è la città con i più gravi problemi ambientali del mondo occidentale».
E ancora: «Il quartiere Tamburi, dopo Padova e Pordenone, è la zona d’Italia maggiormente inquinata dal benzoapirene, ma la convivenza tra la cokeria e la città non è impossibile. La Regione Puglia deve tener conto di questa emergenza. Bisogna scendere sotto il valore di 1,3 nanogrammi e deve esserci il contributo di tutti: delle istituzioni, delle associazioni ambientaliste e dei cittadini. L’Ilva ricordi che oggi si sta sul mercato con una siderurgia eco-compatibile».
Particolarmente gravi e al tempo stesso agghiaccianti le parole del direttore dell’ Agenzia pugliese, Giorgio Assennato, che riportiamo integralmente:
«Possiamo dire che due morti in più per tumore all’anno sono colpa del benzoapirene. Un peso insopportabile per i 18mila abitanti dei Tamburi»
Intanto oggi il Sindaco ha finalmente rotto gli indugi e ha promesso al più presto l’apertura di un tavolo istituzionale con l’ ILVA, intanto l’ assessore regionale all’ Ambiente pugliese Lorenzo Nicastro ha convocato per domani un incontro con le associazioni ambientaliste ioniche per discutere degli interventi da attuare da parte della regione.
Insomma non erano dei pazzi coloro che lo scorso 29 maggio sfidarono il sole estivo e rinunciarono a una, certamente più divertente giornata al mare, per denunciare con il loro sit-in la lenta agonia di un intero quartiere, soffocato dal “mostro industriale”. Avete letto la relazione, ma soprattutto, avete letto le dichiarazioni del direttore dell' ARPA ? "Due persone in più l’anno, al Quartiere Tamburi, muoiono a causa del Benzoapirene." Per quanto ancora potremo sopportare tutto ciò, quanti ancora dovranno piangere i loro cari prima che Taranto si svegli dal suo atavico torpore e affronti in maniera seria il problema ILVA? Vi terremo informati nei prossimi giorni sugli esiti degli incontri fra Regione e ambientalisti e sulla possibile apertura di un tavolo tecnico-istituzionale sull' ormai emergente PROBLEMA COKERIA ILVA.








