Entro la fine del secolo le barriere coralline potrebbero sparire da quell'angolo del pianeta Terra dove sono presenti in maggiore densità, il cosiddetto «Triangolo dei coralli»
Il Triangolo dei Coralli, che si estende tra le coste, le barriere coralline e i mari di sei paesi indonesiani, Filippine, Malesia, Papua Nuova Guinea, Isole Salomone e Timor Leste, pur essendo appena l’1 % della superficie della Terra comprende il 30% delle barriere coralline mondiali.
In quest’area è racchiuso il 76% delle specie dei coralli presenti in tutto il mondo che ospitano oltre il 35% delle specie di pesci presenti nelle barriere coralline compreso il tonno che ha un’indiscutibile rilevanza economica.
Ma è soprattutto un territorio che, grazie ai numerosi ‘servizi naturali che offre’, dà da vivere a più di 100 milioni di persone.
In occasione della Conferenza Mondiale degli Oceani, tenutasi a maggio 2009 in Indonesia, il WWF ha presentato uno studio su quest’area – "Il Triangolo dei coralli e i cambiamenti climatici: ecosistemi, persone e società a rischio di estinzione". L’analisi mostra chiaramente come le barriere coralline potrebbero sparire dal cosiddetto Triangolo dei Coralli entro la fine del secolo a causa dei cambiamenti climatici, vale a dire rapido aumento della temperatura degli oceani, del livello dell’acqua e della sua acidità, siccità e burrasche.
Se la comunità internazionale non corre ai ripari nella lotta ai cambiamenti climatici, potrebbe non esistere più l’ambiente marino più ricco di biodiversità al mondo e le conseguenze ricadrebbero sulle stesse popolazioni della regione: circa 100 milioni di persone di fatto non avrebbero più fonti di sostentamento.
Una perdita di così vaste proporzioni potrebbe essere evitata se da subito si intraprendesse un’azione globale sul riscaldamento del pianeta, riducendo le emissioni di gas serra e ponendo un’attenzione maggiore all’eccesso di pesca e alla prevenzione dell’inquinamento.
La scadenza individuata per elaborare le strategie di difesa è quella del prossimo dicembre, quando a Copenhagen avrà luogo la Conferenza delle parti della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite. Sarà lì che bisognerà trovare un intesa sulla riduzione delle emissioni di gas serra. Solo in questo modo, dice l'associazione, sarà possibile proteggere le comunità più vulnerabili anche dalla perdita di cibo e di sostentamento.








