Siamo ormai giunti in prossimità dell’evento nevoso che localmente potrebbe assumere caratteri di eccezionalità.
Secondo i modelli fisico-matematici le prime nevicate di un certo rilievo inizieranno dal primo pomeriggio a partire dall’Emilia Romagna, in particolare il settore pedemontano tra Parma e Bologna. Sulle zone in prossimità della costa romagnola invece cadrà solamente acqua.
Da metà pomeriggio i fenomeni si estenderanno alla Liguria, al cuneese, all’astigiano e all’alessandrino, anche se in queste zone le nevicate non saranno così abbondanti. Entro la serata le precipitazioni andranno a raggiungere il resto del nord, più intense sulle zone a sud del Po, sulla bassa Lombardia e sul basso Veneto.
Nel corso della notte le nevicate andranno a rinforzare su tutto il nord, ma ancora una volta i maggiori accumuli si avranno nelle zone citate in precedenza.
La mattinata di domani sarà quindi caratterizzata da nevicate deboli o al più moderate su torinese occidentale, biellese, verbano, varesotto, comasco, Valtellina e Trentino Alto Adige, mentre gli accumuli saranno particolarmente consistenti tra cuneese, astigiano, alessandrino, pavese, lodigiano, cremonese, mantovano, basso bresciano, tutta la pianura emiliana tra Piacenza e Bologna e nel Triveneto tra Vicenza, Padova, Treviso e Pordenone.
Nel corso del pomeriggio i fenomeni andranno gradualmente ad attenuarsi, rimanendo in gran parte deboli, ma ancora moderati su basso torinese, cuneese, astigiano, Emilia e zone pedemontane venete.
In serata e ancor più in nottata le nevicate cesseranno ovunque.
I possibili accumuli secondo le proiezioni attuali sulle aree pianeggianti potrebbero essere così:
Veronese – rodigino – ravennate – ferrarese – riminese – forlivese – alto Adige – triestino – goriziano: 0-10 cm
Torinese occidentale – biellese – verbano – alto vercellese – alto novarese – varesotto – comasco – lecchese – Valtellina: 5-10 cm
Torinese orientale – alto milanese – basso novarese – basso vercellese – alto bergamasco – udinese – veneziano – trentino: 10-20 cm
Alto cuneese: 15-25 cm
Astigiano – alessandrino meridionale – Basso milanese – basso bergamasco – bresciano – vicentino – padovano – trevigiano – pordenonese: 20-30 cm
Basso cuneese – alessandrino settentrionale: 20-40 cm
Pavese: 30-40 cm
Cremonese – mantovano – piacentino – lodigiano: 30-50 cm
Parmense: 40-60 cm
Reggiano – modenese – bolognese: 40-70 cm
Questa particolare distribuzione degli accumuli è causata da correnti tese da ENE negli strati medio-bassi dell’atmosfera, cioè al di sotto degli 850 hPa, che “spingono” i fenomeni sulle zone sopravento dell’Appennino e delle Alpi liguri e marittime. Invece le zone pedemontane dell’alto Piemonte e dell’alta Lombardia rimangono sottovento a questa circolazione. La stessa cosa succede sul veronese, zona che rimane protetta dai monti Lessini e parte della pianura alto veneta protetta dalle Prealpi.
L’effetto appena visto lo si può notare su questa cartina del modello Bolam che evidenzia gli accumuli nevosi previsti per la prima parte della giornata di domani: sono evidenti i “buchi” sul Veneto e la scarsità di neve sulle pedemontane del nord-ovest.
Tengo nuovamente a precisare che questa cartina riguarda gli accumuli nevosi e non piovosi. Infatti come potete notare anche le zone costiere e limitrofe dell’Emilia Romagna non vedono accumuli nevosi; questo significherà che potrebbe cadere solamente pioggia. La vicinanza con il mare e il richiamo sciroccale su queste zone farà fatale.
Ecco infatti la cartina che riguarda le precipitazioni piovose sempre secondo Bolam: si vede sempre una minore incidenza di precipitazioni sul veronese e sulla pedemontana del nord-ovest a nord del Po, ma i fenomeni saranno comunque presenti.
Un evento quindi probabilmente eccezionale per alcune zone, non solo per il mese di marzo ma potrebbe rivelarsi una delle maggiori nevicate degli ultimi decenni.








