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BOLLETTINO AGROMETEOROLOGICO: IL FREDDO NON MOLLA LA PRESA MA LA PRIMAVERA E' VICINA... PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandro Bechis   
Mercoledì 10 Febbraio 2010 16:46

Ben ritrovati a tutti i visitatori e a tutti gli interessati alla natura, all’agricoltura e all’ambiente.

I giorni appena trascorsi hanno visto ancora una volta un clima particolarmente freddo e alcune nevicate a tratti fino in pianura, bloccando così il lento avanzare della stagione verso i primi tepori che precedono l’arrivo della primavera.

I fenomeni nevosi sono stati localmente abbondanti, come ad esempio sull’Appennino settentrionale e sulle Alpi Marittime. Purtroppo si è verificata qualche valanga in seguito all’aumento termico dello scorso fine settimana che ha reso instabile il manto bianco ancora non assestato.

Comunque queste nevicate sono state utili perché hanno incrementato le riserve idriche per la prossima stagione estiva. Ci sono però alcune zone in deficit nivometrico come parte delle Dolomiti, mentre altrove l’innevamento è bene o male nella norma. Ad alta quota finora non si tratta quindi di un inverno eccezionalmente nevoso, mentre sulle basse pianure risulta una delle stagioni più nevose in assoluto.

 

Infatti i maggiori accumuli nevosi (anche oltre il mezzo metro stagionale) si sono avuti sul basso Veneto, sulla bassa Lombardia e in Emilia Romagna, come non si vedevano da anni. C’è comunque da dire che gli scorsi anni (a parte lo scorso inverno) hanno visto spesso situazioni in cui la neve caduta è risultata ben al di sotto dei valori normali. Questo significa che il nostro clima della Pianura Padana, nonostante i cambiamenti climatici, è ancora in grado di fare la voce grossa.

Il ritorno a nevicate e al freddo non può che far bene alla natura, selezionando gli organismi e i microorganismi che si adattano maggiormente al nostro clima. In molte zone infatti è molto probabile che tutti e tre i mesi invernali finiscano con temperature sotto la media, cosa che non è nemmeno successa nello scorso inverno.

Dico che è molto probabile avere anche un febbraio sottomedia termicamente perché la prima decade ormai in conclusione vede diffusamente valori di 2-3°C al di sotto dei valori normali; in più nei prossimi giorni continuerà l’afflusso di aria fredda da nord che manterrà le temperature anche di 3-4°C sotto i valori normali. Sarà quindi difficile riuscire a ribaltare la situazione nella terza decade, anche se si vedono per fine mesi spiragli di cambiamento grazie a correnti atlantiche più miti che relegheranno le nevicate a quote più alte, avvicinandoci piano piano alla stagione primaverile che meteorologicamente parlando inizierà tra nemmeno 20 giorni, cioè al 1° marzo.

A risentirci alla prossima settimana con nuovi aggiornamenti sull’ambiente e sul clima.


Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Febbraio 2010 16:51
 
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