Un carissimo saluto a tutti.
La situazione meteorologica è in cambiamento rispetto ai giorni scorsi grazie all'ingresso sull'Europa dell'alta pressione.
Tutto questo porterà ad un incremento termico sulle zone montuose, mentre in pianura nebbie ed inversioni termiche manterranno le temperature su valori più freschi.
Questa situazione rimarrà inalterata per circa 6-7 giorni, poi sarà probabile il ritorno di correnti più fresche settentrionali che riporteranno ovunque le temperature su valori più consoni per il periodo.
Ma questa ondata “calda” quali effetti porterà sul mondo agro-ambientale? In pianura non succederà nulla di anomalo: le nebbie manterranno le temperature fresche e non ci alcuna situazione fuori dall'ordinario.
In quota invece il manto nevoso subirà un marcato assestamento, quindi la neve diventerà più pesante, compatta e leggermente più sottile in fatto di spessore.
E' comunque un effetto molto positivo per quanto riguarda le riserve idriche e glaciali, in quanto l'appesantimento del manto nevoso facilita il consolidamento dello stesso e quindi una maggior permanenza sul suolo.
Con il vento forte la neve umida riesce a rimanere in loco, senza così disperdere la neve come è successo frequentemente nel mese di dicembre.
Insomma, assisteremo ad un bel periodo sopramedia, ma c'è da stare tranquilli: ad alta quota gli effetti saranno più positivi che negativi.
Ricordiamo infatti che la neve caduta ad alte quote è tanta; certamente non a livelli record come nei due inverni passati, ma i ghiacciai sono in buone condizioni.
Diversa la situazione in bassa montagna e pianura dove la neve al suolo è molto scarsa o assente a causa dell'incremento termico delle ultime settimane; ma anche questo è inverno.
Ci risentiamo la prossima settimana con altre novità sul mondo agrometeorologico.








