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Non abbiamo fatto mistero nel corso degli scorsi mesi, come l'arretramento dell' ITCZ unitamente all'avanzamento verso sud del VP, entrambi fruttiodell'eccezionale minimo solare n.23, avrebbero posto le basi per una invernata da ricordare. Le stesse forti escursioni termiche subite dal nostro paese nel corso di questi ultimi dieci giorni ne sono una conseguenza. L'arrettramento infatti del fronte intertropicale e l'avanzamento del fronte polare verso sud, hanno permesso l'instaurarsi di un forte gradiente termico fra alte e basse latitudini con un conseguente generarsi di una vivacissima corrente subtropicale, che nel bene e nel male sta condizionando il tempo euromediterraneo in queste ultime settimane. Contempoaranemente però il VP destabilizzato da questa sua espansione verso meridione ha iniziato già dagli inizi di dicembre a mostrare una tendenza al collassamento in vari tronconi, con molteplici split, responsabili dell'evento freddo europeo prenatalizio.Avevamo nell'ultimo editoriale rimarcato la possibilità che questa situazione si reiterasse nel corso di questo inverno e puntualmente le ultime elaborazioni modellistiche ci confermano un prossimo nuovo split basso troposferico del VP con concrete possibilità che fra la prima e la seconda decade del prossimo mese l' Europa possa ripiombare in condizioni di gelo.
 Evidente la nuova importante bilobazione del VP basso stratosferico responsabile del nuovo probabile raffrddamento europeo Partiamo come al solito nella nostra analisi dall'analisi stratosferica. Mentra nelle zone più alte continua a pravalere una situazione pressochè normale del VP sia dal punto di vista barico che termico, le anomalie si moltiplicano nella sua parte bassa, infatti come detto in altri articoli, in questo frangente è la troposfera a determinare i movimenti della bassa stratosfera che poi come in uno specchio restituisce l'imput troposferico in termini di instabilità del fronte polare. Bene le ultime emissioni modellistiche stratosferiche prevedono, nel range previsionale compreso fra 144 e 168 ore, una nuova evidente bilobazione del VP con formazione di due cuori gelidi nelle consuete posizioni canadese e siberiana, evidentemente questa particolare condizione del VP stratosferico si trasformaerà in un nuovo split del vortice polare troposferico con l'isolamento in Canada e in Siberia di due figure gelide simili a quelle che hanno caratterizzato il dicembre europeo. Nuovo gelo all'orizzonte dunque? Le possibilità sono alte, ma come al solito sono necessarie alcune puntualizzazioni imporatanti. Attualmente il continente europeo è soggetto all'azione di una prevalente corrente occidentale mite (basso atlantica) soggetta a effimere e temporanee ondulazioni responsabili dei ripetuti fenomeni di maltempo e di rialzo termico che alternativamente hanno colpito e colpiranno il nostro paese fino agli inizi del nuovo anno. Poi ed è qui che risiede il punto interrogativo sul quale si giocano le sorti del prossimo mese invernale, si inizierà a formare in zona euro asiatica una potente figura altopressoria termica figlia della dislocazione del lobo siberiano in sede europea.  Elaborazione di meteoscienze relativa alla possiblie configurazione barica predominantenel mese di gennaio (target compreso fra 8 e 12 di gennaio). Evidente la figura altopressoria russa in possbilefusione con una rimonta altopressoriaatlantica favorita dallo sprofondamento in zona canadese del ramo del VP annesso. Questa figura altopressoria potrebbe interagire con il flusso mite atlantico dando origine a episodi gelidi come quello di dicembre, escludendo però le regioni centro meridionali europee e italiane, oppure potrebbe interagire in maniera diversa con il flusso mite atlantico dando invece origine a una classica figura climatica chiamata "Ponte di Vejkoff", che bloccando la porta atlantica farebbe piombare l' Intera Europa in un periodo di gelo intenso con nevicate che questa volta potrebbero colpire principalmente le regioni meridonali europee: Grecia , Spagna, meridione d' Italia. Affinchè però ciò avvenga sarebbe necessaria un'importante modifica configurativa che ad oggi manca: la marcata ondulazione del getto atlantico. Affinchè questo cambio avvenga è necessario che il ramo canadese del VP sprofondi nel continente americano ponendo le basi per una vera e propria frustata all'onda atlantica capace di farla oscillare dando origine al blocco atlantico necessario a una forte avvezione fredda anche per le regioni meridionali italiane. Dunque ancora concrete le possibilità per un gennaio freddo per le regioni centro meridionali, ma sarà necessario attendere ancora qualche giorno per definire il comportamento del ramo candese del VP al quale sono legate le sorti del gennaio 2010 in Europa e in Italia.  Ed ecco in questa emisferica riferita al run 06 di GFS il possibile evolversi della situazione barica verso un ponte di Vejkoff con direttrice, a dire il vero più spagnola che centro meridionale, ma con notevoli margini di miglioramento. Fonte www.meteociel.com
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