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Meteoscienze.it testata giornalistica telematica reg. Tribunale di Taranto n.1750, dir. resp. Alessandra Carpino A LEZIONE DI CAMBIAMENTI CLIMATICI STORIA DEL CLIMA E PRECESSIONE DEGLI EQUINOZI (PRIMA PARTE)
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STORIA DEL CLIMA E PRECESSIONE DEGLI EQUINOZI (PRIMA PARTE)

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Nell' ambito degli studi da me effettuati sul cambiamento climatico in atto,assume grande rilievo,insieme alle analisi sempre più approfondite di climatologi e fisici dell'atmosfera,la storia del clima.L'idea che il clima della Terra abbia subito un evoluzione e che si siano verificati dei cambiamenti si è affermata e precisata fin dal diciannovesimo secolo.

Oggi possiamo conoscere con una certa precisione l'andamento dei cicli glaciali e interglaciali,grazie alla misurazione degli isotopi dell'ossigeno contenuti nelle conchiglie fossili accumulate e sedimentate sul fondo degli Oceani nel corso di milioni di anni ( gli isotopi sopo presenti in quantità diversa a seconda che l'organismo sia vissuto in acque calde o fredde ). L'analisi dell'aria rimasta intrappolata nei ghiacci ad elevate profondità consente di ricostruire temperature e concentrazioni di anidride carbonica fino a 650.000 anni fa.

 

Sappiamo anche che si sono prodotte fluttuazioni climatiche su una scala temporale di alcune centinaia di anni. Il libro di Le Roy Ladurie Tempo di festa,tempo di carestia storia del clima dell'anno mille (1982) lo dimostra con chiarezza. I dati desunti dal carotaggio nei ghiacci della Groenlandia e dell'Antartide mostrano una corrispondenza inequivocabile tra i livelli di anidride carbonica e le temperature. Tornando indietro nel calendario atmosferico racchiuso nei ghiacci,gli scienziati sono risaliti fino alle ere glaciali e ai più caldi periodi interglaciali .

Perchè la Terra abbia subito questi periodi di grande raffreddamento (glaciazioni), nel corso dei quali le coltri glaciali erano arrivate a coprire il 30% delle terre emerse non è del tutto chiaro. Secondo l'astronomo serbo M. Milankovich ( 1789/ 1958 ), le cui idee sono state recentemente rivalutate, i cicli glaciali dipendono in primo luogo da fattori astronomici. Le oscillazioni dell'asse terrestre e le mutazioni dell'orbita provocano variazioni nella quantità di energia solare che raggiunge la Terra, tali da alterare l'intensità delle stagioni .

I cicli astronomici sconvolgerebbero in qualche modo l'equilibrio tra inverno ed estate, cioè tra espansione e ritiro dei ghiacciai a tutto vantaggio della loro espansione, innescando il meccanismo delle glaciazioni. L'orbita terrestre si allungherebbe a formare un ellittica per poi ridiventare circolare nell' arco di 100.000 anni. L'oscillazione dell'asse farebbe sì che la notte più lunga dell'anno ogni 11.000 anni non fosse il 21 dicembre,bensì il 21 giugno(precessione degli equinozi ). L'inclinazione dell'asse si modificherebbe passando da 23 a 25 gradi circa ogni 40.000 anni.Nella configurazione dei paesaggi attuali sono soprattutto leggibili le tracce lasciate dai ghiacciai quaternari, riferibili agli ultimi due milioni di anni di storia della Terra. In Italia ,nel Quaternario, i ghiacciai avevano riempito le valli alpine, arrivando a lambire la Pianura Padana ( vedi le colline moreniche del Garda, la valle ad U dell'Adige,ecc.).

Il limite delle nevi perenni era di mille metri più in basso. ,Durante il Pleistocene, il clima della Terra ha alternato periodi glaciali e interglaciali (almeno quattro le glaciazioni, Gunz, Mindell, Riss e Wurm, e tre fasi interglaciali). I periodi interglaciali sono compresi tra una glaciazione e l'altra,durante i quali le temperature aumentano e i ghiacciai si ritirano ( l'Olocene, epoca nella quale viviamo, corrispondente agli ultimi diecimila anni è considerato un periodo interglaciale ) .L'utlima glaciazione iniziò 120.000 anni fa . Abitava l'Europa l'uomo di Neanderthal, precedente alla razza Cro- Magnon ,riconosciuta come la prima della specie Homo Sapiens.

I nostri antenati diretti fecero la loro comparsa in Europa circa 35.000 anni fa. Il periodo glaciale era in una fase di attenuazione,tuttavia il freddo era ancora molto intenso. La renna era l'animale caratteristico del Centro Europa, insieme al rinoceronte lanoso ed al Mammuth. Il terreno era in gran parte privo di alberi ( tundre e steppe, qualche foresta di Pino nero ) .Un altro minimo di freddo si ebbe 20.000 anni fa, il livello del mare era inferiore all'attuale di circa 100 metri (Con il freddo aumenta la neve che si accumula nei ghiacciai e diminuisce la quantità di acqua che giunge al mare, pertanto il livello di questo si abbassa, Il contrario avviene quando il clima si riscalda ). Risale a tale periodo il popolamento dell' America ,cui si è già accennato ,con le migrazioni dall'Asia attraverso lo stretto di Bering.



Ultimo aggiornamento Sabato 28 Novembre 2009 09:28  
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