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Meteoscienze.it testata giornalistica telematica reg. Tribunale di Taranto n.1750, dir. resp. Alessandra Carpino A LEZIONE DI CAMBIAMENTI CLIMATICI LE CAUSE DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO IN ITALIA
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LE CAUSE DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO IN ITALIA

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La causa del paventato mutamento del clima in Italia è da attribuirsi all’effetto serra provocato dall’inquinamento antropico. I maggiori produttori di inquinanti sono soprattutto le grandi fabbriche, seguiti dalle emissioni dei mezzi di trasporto su gomma (autobus, automobili, motorini, mezzi agricoli, mezzi da lavoro edili). Dalle loro emissioni fuoriescono gas letali, quale il monossido di carbonio ed il benzene, responsabili  della formazione di una cappa di smog sopra le grandi metropoli italiane situate in zone poco o scarsamente ventilate (la conca di Firenze, la Pianura Padana, soprattutto Torino, Milano, Bologna). In alcuni giorni anticiclonici invernali con calme di vento la cappa di smog si forma anche sulle città rivierasche (Napoli, Bari, Palermo). Contribuiscono alla formazione delle cappe di inquinanti anche i fumi provenienti dai comignoli domestici, dalle caldaie.

Altri gas ritenuti responsabili dell’effetto serra sono: il metano, il biossido di carbonio, o anidride carbonica (CO2). Soprattutto quest’ultimo gas serra è considerato il principale “colpevole”. Anche il metano, emesso in grosse quantità, alimenta l’effetto serra. Questo gas è prodotto dalle risaie del Vercellese e dalle emissioni gassose anaerobiche dei bovini. Dai comignoli domestici e dalle caldaie il metano bruciato viene riemesso in atmosfera sottoforma di monossido di carbonio.L’anidride carbonica, presente nelle giuste quantità, non è dannosa; in natura favorisce la fotosintesi clorofilliana, gli alberi assorbono la CO2, restituendo ossigeno. Anche nelle bevande analcoliche (bibite, acqua minerale gasata) è presente l’anidride carbonica. Ma una eccessiva quantità provoca gravi conseguenze, fra cui le più gravi sono già in atto in questi anni, deforestazione e incendi boschivi. Le emissioni civili ed industriali stanno aumentando col crescere del fabbisogno della popolazione.

Il Protocollo di Kyoto, firmato nel 1997, con scadenza nel 2012, a cui ha aderito anche l’Italia, sancisce che entro e non oltre il 2012 bisogna ridurre globalmente del 5,2% le emissioni di CO2 nell’atmosfera, rispetto ai valori del 1990. L’Italia non sta attuando le norme del Protocollo, infatti, dagli ultimi rilevamenti effettuati, sembra che le emissioni di CO2 siano triplicate anziché diminuite.

Fra le tante cause che stanno contribuendo ad incrementare l’effetto serra antropico vi sono pure da annoverare la deforestazione e gli incendi boschivi dolosi (cioè che si sviluppano per mano umana, essendo molto rari gli incendi che si sviluppano per autocombustione, tranne quelli provocati dai fulmini)1. Quando si appiccano incendi nei boschi, il denso fumo nero che  fuoriesce (specialmente dalla combustione di piante resinose ad alto fusto, conifere, eucalipti, macchia mediterranea) presenta grosse quantità di carbonio  che si libera nell’atmosfera incrementando sempre di più il Global Warming antropico (l’anidride carbonica che l’albero assorbe e trattiene nel tronco, tramite combustione, viene liberata). Altri fattori inquinanti, anche se in misura più modesta rispetto agli incendi, sono i comignoli domestici che usano la legna come combustibile (caminetti, stufe, cucine). In Italia la situazione dal fronte dell’inquinamento è molto grave, sono aumentate le automobili, e di conseguenza è aumentato il livello delle polveri sottili e aerosol inquinanti fra cui si cita il benzene.

Nelle grandi  città del Centro Nord Italia molti comuni hanno istituito le domeniche ecologiche, ma il problema dello smog è ancora irrisolto, così si è dovuto ricorrere al blocco del traffico nei centri urbani (a Milano è stato istituito l’Ecopass, cioè un permesso speciale a pagamento che consente l’entrata di auto ecologiche nel centro della città), molte città hanno istituito le “isole pedonali”, ma i livelli inquinanti sono ancora molto elevati. Ora, dato che la principale fonte d’inquinamento è rappresentata dai carburanti  derivati dal petrolio, si stanno adottando nuovi carburanti “ecologici”, fra cui si annovera il gasolio bianco.

In alcune regioni del Nord Italia ed in Toscana già circolano auto, motorini e autobus alimentati con l’elettricità, esempio ne è la città di Firenze, dove il Comune in accordo con l’ATAF ha acquistato i “bussini” elettrici che percorrono il centro storico cittadino e le celebri stradine antiche. Ora, per frenare lo smog, il Comune di Firenze vorrebbe mettere la tranvia al posto degli autobus, i lavori sono in pieno svolgimento nonostante le proteste dei comitati “no tranvia” perché ciò comporta l’abbattimento degli alberi sui viali, come è già successo sul viale Morgagni.

Tutta questa concentrazione di gas nell’atmosfera  si comporta come una “serra”, i raggi solari possono giungere tranquillamente sulla Terra ma una volta trasformati in infrarossi non riescono a ritornare verso l’atmosfera, restando intrappolati sulla Terra provocando l’aumento termico con tutte le conseguenze a noi già note. L’inquinamento atmosferico è uno dei grandi dilemmi del nostro secolo, si può frenare il GW, ma indietro non si potrà più ritornare. A proposito dell’Italia, si sta riproponendo il ritorno del nucleare, poiché le centrali nucleari non emettono anidride carbonica. Ma c’è il rovescio della medaglia: in caso di incidente (come avvenne a Chernobyl il 26/04/1985), le radiazioni quali conseguenze avranno sugli ecosistemi e sulla vita umana? Se da un lato verrebbero a crearsi nuovi posti di lavoro, quindi più guadagni e più profitti, in caso di guasto con fuoriuscita di nubi radioattive, cosa succederà?



1. Nella stagione estiva del 2007, molti boschi e Parchi Nazionali dell’Italia Meridionale, fra cui il Parco Nazionale del Pollino, hanno subito gravissimi danni con perdite di molte specie di alberi secolari, e minacciato l’estinzione di rare specie faunistiche, a causa di un vasto e disastroso incendio durato molti giorni. I vigili del fuoco ed il Corpo Forestale dello Stato hanno avuto notevoli difficoltà nel domare l’incendio anche a causa dei pendii molto ripidi del Monte Pollino. 


Ultimo aggiornamento Martedì 10 Novembre 2009 19:12  
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