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Meteoscienze.it testata giornalistica telematica reg. Tribunale di Taranto n.1750, dir. resp. Alessandra Carpino A LEZIONE DI CAMBIAMENTI CLIMATICI IL MUTAMENTO CLIMATICO IN ATTO METTE A CONFRONTO DUE DIVERSE SCUOLE DI PENSIERO
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IL MUTAMENTO CLIMATICO IN ATTO METTE A CONFRONTO DUE DIVERSE SCUOLE DI PENSIERO

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Gli studiosi del clima si possono dividere in due scuole di pensiero. La prima, di coloro che sono convinti del surriscaldamento in atto, afferma che:

1.       Il mutamento climatico in atto è causato dall’effetto serra antropico;

2.       tale fenomeno causerà un significativo aumento della temperatura media globale con gravi ripercussioni sul clima e sulle attività umane;

3.       il surriscaldamento globale potrebbe innescare una graduale tropicalizzazione del regime climatico mediterraneo con sensibili alterazioni meteoriche, prolungati periodi siccitosi, estati sempre più roventi  (National Geographic Channel).

In Italia si assisterebbe ad una divisione della penisola in due settori, in ambito pluviometrico: il Nord diverrebbe sempre più piovoso con rischio di alluvioni, l’Italia centrale (tranne la Toscana che sarebbe interessata da molta pioggia come il Nord) verrebbe a trovarsi in una via di mezzo, ma con meno precipitazioni rispetto al Nord. Tutt’altra situazione al Sud, ove, sempre secondo tale opinione, si dovrebbe assistere ad una marcata diminuzione del regime pluviometrico, con aumento dei periodi aridi e siccitosi, accentuati fenomeni di erosione del suolo dovuti sia al vento che alle piogge torrenziali, rischio concreto di desertificazione, particolarmente in alcune aree della Sicilia (nel Trapanese sembra che il fenomeno sia già in atto), della Puglia, della Sardegna meridionale e della Calabria meridionale, specie con riferimento al Reggino Ionico.I sostenitori del Global Warming lanciano l’allarme del riscaldamento globale e rendono noto che ondate di calore come quella sperimentata in Europa nel 2003, che causò circa 35.000 morti e perdite in agricoltura stimate in 15 miliardi di dollari, saranno  “normali” a metà del XXI secolo.Il riscaldamento globale favorirà nel futuro l’arrivo alle nostre latitudini di insetti provenienti dai tropici, apportatori di pericolosi virus e malattie. Da pochi anni in Italia si è assistito al proliferare della zanzara tigre, un “dittero” che a differenza delle “nostrane” comuni zanzare, che pungono e volano di notte, esse volano e aggrediscono l’uomo anche in pieno giorno, la loro strategia è caratterizzata dal volo basso e pungono le caviglie, la puntura è molto fastidiosa e in alcuni casi può arrecare febbre alta e shok allergici oltre ad una tumefazione della zona cutanea interessata.La stagione particolarmente pericolosa per il proliferare della zanzara è l’estate, quando, dopo violenti temporali, l’afa e i ristagni d’acqua piovana, nei tombini, nei copertoni in disuso delle auto, ne favoriscono la proliferazione allo stadio adulto. Da recenti osservazioni è risultato che il periodo più incisivo delle zanzare tigri va da marzo a novembre.Inoltre il riscaldamento globale sta facendo proliferare le cavallette, una piaga per i contadini (nell’estate del 2003 piccoli gruppi di cavallette si sono spinte sin verso il Trapanese).E’ stato ampiamente dimostrato come il riscaldamento globale abbia fortemente inciso sull’andamento pluviometrico: nel bacino del Mediterraneo si è registrato una diminuzione del 30% delle precipitazioni, al contrario sono aumentati i periodi siccitosi.Altri studiosi pongono piuttosto l’accento sulle probabili reazioni che il pianeta può mettere in atto per contrastare il riscaldamento antropico.In particolare negli ultimi anni si sta studiando l’andamento della Corrente del Golfo (termoalina).La salinità e la temperatura  influiscono sulla densità delle masse d’acqua e quindi sulla dinamica complessiva della circolazione oceanica, detta perciò termoalina. Le acque calde della Corrente del Golfo, proveniente dal Golfo del Messico, poco dense e leggere, viaggiano in superficie, dirigendosi verso Nord Est (Norvegia), spinte dai venti occidentali e dalla forza di Coriolis, effetto della rotazione terrestre. Durante il cammino la corrente perde calore (cedendolo all’atmosfera circostante, tramite evaporazione), l’acqua diviene più salata, quindi più densa e pesante, finché sprofonda in profondità dell’Artico, ritornando infine, scorrendo in profondità, al punto di partenza, ove riscaldandosi di nuovo, ricomincia il ciclo (Canigiani, 2007).Lo scioglimento dei ghiacciai, la cui acqua dolce affluisce  nell’Oceano, e le aumentate precipitazioni determinano l’alterazione della salinità delle acque dell’Atlantico settentrionale, perturbando il delicato equilibrio della Corrente.In effetti sembra che qualcosa del genere stia iniziando a manifestarsi, i sintomi si stanno evidenziando. La Corrente del Golfo è rallentata del 40% e ciò sta causando un’anomala attività del Vortice Polare (www.noaa.gov.us), anche nei mesi primaverili ed estivi, con sconfinamenti verso le medio/basse latitudini (ne stiamo avendo le conseguenze in questa primavera 2008, anormalmente fredda e molto piovosa). Anche le scorse estati sono state caratterizzate da periodi di marcato maltempo di stampo autunnale.Ora, secondo le opinioni di questi studiosi, tutte queste anomalie, nel corso dei prossimi  anni, peggioreranno, catapultando l’emisfero boreale verso una nuova fase fredda che potrebbe tradursi in una nuova piccola era glaciale, che a sua volta darebbe l’imput ad una nuova era glaciale. Tutto ciò sarebbe il rovescio della medaglia  dell’effetto serra antropico.Il raffreddamento globale sta iniziando a dare i suoi frutti. Nel 2006 e 2007, mentre l’Italia ha sperimentato due inverni anormalmente miti, il Canada, tutto il Nord America, gli Stati uniti sino alla Florida hanno fatto i conti con una stagione invernale particolarmente cruenta nonché lunga. Stesso discorso per la Cina e il Giappone. Nel Medio Oriente si sono verificate storiche ed inconsuete nevicate a Gerusalemme ed in Arabia Saudita; in Egitto nell’inverno del 2006 i turisti hanno potuto ammirare le piramidi imbiancate.Tutti questi segnali sembrano contraddire la tesi del “riscaldamento globale”. Anche l’emisfero australe ha dovuto fare i conti con due inverni molto severi, con la neve che è comparsa in Argentina.Tutto il Continente Antartico sta recuperando la coltre ghiacciata; stesso discorso per il Mar Glaciale Artico. Secondo talune osservazioni, sembra addirittura che la Groenlandia si stia ingrandendo, anziché assottigliandosi, ma trattasi di studi che necessitano di accurate verifiche di attendibilità (www.nasa.gov).Tutti questi “indizi” iniziano a smentire l’opinione di coloro che vedevano fino a pochi anni fa il regime climatico mediterraneo indirizzato verso la tropicalizzazione. L’unica certezza resta la probabile continentalizzazione.Voci di smentita arrivano pure dal fronte della desertificazione. Se in un primo tempo si presumeva che i paesi bagnati dal Mediterraneo, Italia meridionale compresa, corressero un serio rischio di desertificazione, secondo i nuovi dati pare che tale rischio sia ridimensionato, poiché il regime pluviometrico ha fatto registrare degli aumenti, specie sul Nord Africa (dagli ultimi rilevamenti satellitari, sembra esserci in atto un processo di inverdimento del suolo, cioè il suolo desertico si sta ricomprendo di vegetazione spontanea). Aumenti delle precipitazioni si sono registrati pure in Grecia, oltre che nell’Italia Meridionale. Gli anni scorsi, iniziando dal 2002, hanno fatto registrare notevoli picchi di precipitazione nel Sud Italia, in zone che, stando alle vecchie regole del regime climatico mediterraneo, in estate sono soggette a siccità (www.nasa.gov).In natura, l’ipotetico mutamento climatico verso il freddo mina soprattutto a “cancellare” la stagione estiva, raffreddando l’estate, con frequenti depressioni, temporali, forti venti, sensibili cali termici.Consultando i modelli stagionali, soprattutto il prestigioso modello del Prof. Roeder dell’Università di Berlino, nelle osservazioni di marzo, notasi come l’estate 2008 potrebbe trascorrere sotto un anomalo canale depressionario, foriero di frequenti azioni perturbate o variabili su tutta la penisola, con brevi e transitorie pause anticicloniche di matrice sub tropicale.Al contrario, stando al modello previsionale, tutto il compartimento settentrionale euro-atlantico verrebbe a trovarsi in un’anomalia positiva, si avrebbe cioè uno Scand Pattern positivo (regime anticiclonico). È noto ai meteorologi che in simili condizioni, dettate da indici tele connettivi in calo, soprattutto la AO (Artic Oscillation), e in un secondo tempo anche la NAO (North Atlantic Oscillation), che portano allo sviluppo di anticicloni su Scandinavia, Islanda, Gran Bretagna, come diretta conseguenza di tale convergenza, le medie latitudini euro mediterranee vengono a trovarsi in un’anomalia negativa, si formerebbe cioè un ponte depressionario, foriero di frequenti e persistenti fasi di maltempo.Di diverso pensiero è il modello  previsionale stagionale  del Meteo Office Britannico; esso prevede infatti una stagione estiva complessivamente calda, con poche occasioni piovose relegate al Nord Italia, ma, soprattutto sulla fascia alpina, molto asciutta.  Invece al Centro ed al Sud Italia, isole comprese, gli unici episodi temporaleschi (termo convettivi) riguarderebbero gli Appennini, con normale decadimento stagionale intorno all’ultima decade di agosto.Ancora di diverso pensiero sono le proiezioni stagionali elaborate dal prestigioso modello americano del NOOA: prevede un inizio dell’estate siccitoso al Sud Italia, luglio più caldo al Centro Nord, fresco e piovoso al Sud Italia, per arrivare al mese di agosto previsto fresco e piovoso su tutta la penisola.Secondo alcune fonti scientifiche (Università di Berlino) questa dinamicità estiva, non consona al regime climatico mediterraneo che vuole l’estate calma e monotona sulla penisola, sarebbe un segnale di mutamento climatico verso il freddo.La Nasa sta studiando il comportamento delle macchie solari. Attualmente si sta attraversando una fase di minore attività solare, che potrebbe dare serie preoccupazioni nei prossimi anni, quando potrebbe subentrare il Ciclo 24 (minimo storico), a cui potrebbe sseguire il ciclo 25 (minimo assoluto ). Ciò porterebbe il clima planetario verso una fase di freddo intenso (www.wpsmeteo.it).



Ultimo aggiornamento Domenica 27 Settembre 2009 23:01  
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